“Se una foto è buona, racconta molte storie” (J. Koudelka) – Incontro tra fotografia e public history – Roma, 1-2 dicembre Teatro dei Dioscuri

La fotografia, per la sua storia e la sua stessa natura, ha imposto la sua presenza nella cultura della contemporaneità a prescindere da riconoscimenti accademici (in Italia piuttosto tardivi), e ha dimostrato una pervasività nel corpo sociale molto prima dell’affermazione del digitale. Allo stesso tempo essa si è posta, sia in passato che negli ultimi anni, al centro di molte pratiche di comunicazione della storia, in libri, mostre e musei, pubblicazioni periodiche e nello stesso medium televisivo, e in tempi più recenti anche nel web (e in particolare nei Social Media), che oggi influenza significativamente ogni forma di narrazione della storia per immagini.

A partire da queste considerazioni, abbiamo ritenuto potesse essere utile proporre una giornata di studi su un tema non ancora esplorato in Italia, quello delle relazioni tra fotografia e Public History. Se la Public History, che si propone di diffondere la storia sul territorio e nel tessuto sociale attraverso i mezzi più diversi e rivolgendosi ad ogni tipo di pubblico, è da noi un terreno di dibattiti sempre più diffusi, un approfondimento del ruolo in essa della fotografia come fonte e come strumento di narrazione può essere oggi particolarmente stimolante, per chiarire i rapporti tra la storia e la più ampia cultura visuale, ma anche per un ripensamento sui linguaggi della comunicazione visiva e di quella storica. Piuttosto che come un ambito intermedio tra la ricerca scientifica e la più corrente divulgazione, la Public History, ampiamente diffusa in ambito anglosassone, può forse definirsi meglio come una storia “alternativa”, che trova preziose sperimentazioni nei social network come nelle più avanzate esposizioni museali, nei siti storici dei campi di battaglia come negli archivi di immagini. In questa accezione la dimensione visiva risulta dunque del tutto strategica.

Crediamo che un’occasione di riflessione sulle diverse forme d’incontro tra la Public History e la fotografia, con il contributo di studiosi ed esperti che ne approfondiscano i significati e le vicende, possa quindi proporsi come un momento di verifica e allo stesso tempo di conoscenza, soprattutto per le giovani generazioni e gli insegnanti, ma anche per gli operatori del settore, di come la fotografia sia oggi al centro di molte pratiche di racconto della storia.

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 Consideriamo infine queste giornate di studio come la tappa di un percorso che porterà alla più ampia Conferenza internazionale sul tema della Public History che si terrà a Ravenna nel giugno del 2017.

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