AUTORI. ROBERTO AMOROSO

UNO SGUARDO DA NAPOLI

Roberto Amoroso (1911-1994), figlio di un commerciante, nasce a Napoli sotto il segno del cinema. Infatti, la sua casa, affollata di tredici fratelli, si affaccia sul lucernaio della vicina Sala Iride. È in questo cinema che comincia a lavorare come pianista-accompagnatore, durante le proiezioni mattutine dei film muti, ma pure dando una mano nella cabina di proiezione e disegnando i cartelloni pubblicitari.

Se con la cinepresa a manovella, regalatagli dal proprietario della Sala Iride, Menotti Cattaneo, e poi con una macchina da presa acquistata nel 1926, non smette di filmare, inizia anche a scattare. Così diventa fotoreporter per «La Gazzetta dello Sport», «Il Littoriale» e «Il Secolo XIX» e corrispondente da Napoli per il cinegiornale della Fox e dell’Istituto Luce, proponendo un’immagine della città viva, lontana dagli stereotipi e dalla narrazione del regime fascista.

In questo periodo (gli anni Trenta) apre uno studio-laboratorio in piazza del Plebiscito sotto i portici di San Francesco di Paola, organizza manifestazioni sportive tra i lavoratori dei diversi quartieri per farne resoconti filmati destinati alla Fox, e inventa una specie di “Domenica sportiva” ante-litteram alla birreria del fratello, in piazza Garibaldi. Grazie alla sua attività di fotoreporter sportivo, stringe amicizia con il calciatore Oreste Sallustro, il pugile Primo Carnera e il ciclista Learco Guerra, per cui conia l’espressione della “locomotiva umana”.

Dal 1941 documenta la guerra in città, filmando numerosi episodi, alcuni di nascosto. Uno su tutti, le quattro giornate di Napoli, la rivolta popolare del 1943. La straordinaria testimonianza filmica, consegnata alle autorità americane appena sbarcate, gli consente di collaborare con loro come cineoperatore e di avere sempre pellicola a disposizione, nonostante i tempi. Nel 1945 inizia a girare, tutto dal vivo, il suo primo lungometraggio di finzione, facendo lo sceneggiatore, l’operatore, il macchinista e, talvolta, anche la comparsa. Il film esce nel 1947 con il titolo Malaspina, ufficialmente diretto dal suo assistente Armando Fizzarotti, per la Sud Film, casa di produzione appositamente fondata da Amoroso.

Dopo il successo di Malaspina, dello stesso genere strappalacrime, produce Madunnella (1947), Nennella (1948), La figlia della madonna (1949) e Zappatore (1950), che lancia l’attore Gabriele Ferzetti. È del 1954 il suo primo e unico film da regista, scritto da lui, Due soldi di felicità, pur considerandosi “anche un po’ regista di tutti i film che ha prodotto, se non altro perché ero talmente coinvolto nella lavorazione che mi trovavo a dover risolvere anche problemi di regia”. Continua a produrre e a sceneggiare film fino all’inizio degli anni Settanta.

Una selezione di foto per scoprire Amoroso nel suo studio-laboratorio, con alcuni dei suoi soggetti e nella birreria del fratello.

  1. Fondo Roberto Amoroso, Amoroso nel suo studio di Napoli.
  2. Fondo Amoroso, Amoroso con Primo Carnera che scherza con una macchina da presa dell’Istituto Luce davanti a Villa Volpicelli, a Posillipo, 1933
  3. Fondo Roberto Amoroso, Amoroso e la compagnia comica Durante-Spadaro sulla passerella della nave che li porterà da Napoli in Africa Orientale, 1939
  4. Fondo Roberto Amoroso, Amoroso con una troupe dell’Istituto Luce tra gli scavi di Pompei, [1938]
  5. Fondo Roberto Amoroso, Amoroso davanti alla Birreria Sportiva della sua famiglia in piazza Garibaldi a Napoli.