ESPLORAZIONE 2] [CINE-STABILIMENTO DONATO

| con il contributo di Benedetta Bellesia e Serena Picone |

Il cine-stabilimento Donato si trovava in via Mussi 24, nel quartiere Bullona, a nord-ovest del centro di Milano. Prende il nome dai fratelli veronesi, che lo fondano e lo gestiscono. Nasce dall’evoluzione negli anni Trenta del laboratorio Giuseppe & Renato Donato in un cine-stabilimento all’avanguardia. Da ditta che si occupa di realizzare e installare gli impianti sonori nei cinema diviene un’azienda che, costruendo teatri di posa, impianti di sviluppo e stampa e sale di registrazione, è in grado di coprire tutte le fasi della filiera cinematografica.

Durante la Seconda guerra mondiale la produzione dell’azienda, pur ridimensionata, prosegue per poi aumentare vertiginosamente negli anni Cinquanta e Sessanta con lavorazione dei film dei maggiori registi italiani, da Dino Risi a Luigi Comencini, passando per Luchino Visconti e Alberto Lattuada. A metà degli anni Sessanta, avendo da poco rinnovato l’azienda, i fratelli Donato decidono di non spostarsi a Cinelandia, una zona appositamente costruita per il cinema a Cologno Monzese. In quel momento, Donato Donato, uno dei fratelli, non c’è più, rimasto vittima di un incidente nel laboratorio destinato al recupero dell’argento dalla pellicola in bianco e nero. Donato Donato, essendo anche un collezionista, crea la cineteca del cine-stabilimento, riunendo materiali rari, manifesti e pellicole. Gli altri fratelli sono Renato, il più competente in tutti i settori, Giuseppe, che si occupa del sonoro, e Francesco, che tiene i rapporti con i clienti. Hanno anche una sorella impiegata nella parte ammnistrativa dell’azienda.

Nei decenni successivi il cine-stabilimento punta principalmente su un suo filone produttivo già avviato e ormai solido, quello delle pellicole pubblicitarie, in particolare per la televisione. Chiude all’inizio degli anni Novanta, dopo quarant’anni di attività in cui ha sperimentato e reso concrete numerose innovazioni nella costruzione delle apparecchiature, nell’ambito del doppiaggio e della cinematografia a colori. Infatti, il cine-stabilimento Donato è il primo in Italia a doppiare interamente un lungometraggio con banda ottica e a creare una pubblicità a colori per le sale cinematografiche.

Il fondo del cine-stabilimento Donato arriva nel 2018 all’Archivio Storico Luce dalla Fondazione Luigi Micheletti, che dopo aver ricevuto il patrimonio dell’azienda, conserva ed espone le macchine per la realizzazione dei film al MUSIL, Museo dell’Industria e del Lavoro di Rodengo Saiano, in provincia di Brescia.

L’elenco dei film che compongono il fondo è suddiviso in 698 scatole con numeri bianchi e 313 scatole con numeri rossi. Analizzando il contenuto delle scatole emerge una geografia variegata. C’è diversità di supporti (infiammabili e safety), di formati (35mm, 16mm, 17,5mm, 9,5mm, ecc.) e di elementi (negativi scena, controtipi, lavander, interpositivi, positivi colonna, titoli, copie lavoro, girato non montato, tagli, ecc.). Le pellicole coprono poi un arco cronologico piuttosto esteso del Novecento e provengono da tutto il mondo. La varietà, considerata la natura del cine-stabilimento Donato e la collezione di Donato Donato, riguarda pure la tipologia audiovisiva (film di edizione, cortometraggi, documentari, cinegiornali, repertorio) e la presenza di materiale fotografico. Tra quest’ultimo di particolare interesse risultano le “filmine” didattiche realizzate dalla società “La Scuola” di Brescia.

Il riuso messo in atto prova a restituire l’eterogeneità dei materiali del fondo. Un dialogo per assonanze formali e di contenuti costruito manipolando con la grafica la pellicola, spostando frame e riassemblandoli con nuovi significati e inedite piste narrative. Così il film muto francese Il mendicante di Venezia. Cinedramma dell’epoca dei Dogi (Un drame à Venice, 1906) si incontra con Borsalino (1913), cortometraggio con didascalie inglesi e spagnole, pensato per promuovere all’estero il modello di cappello “Zenith” del marchio. Oppure il documentario su Porto-Novo e il Benin entra inaspettatamente in relazione con il cartone animato Il grasso il lungo e il castano. E un’altra pellicola de “La Scuola”, stavolta didattica, Gli insetti, si intreccia con un personaggio cinese protagonista di una pubblicità e le architetture di Usi e costumi indiani, prodotto negli anni Venti dalla Films Missioni Don Bosco.