
Il Luce nel primo quinquennio di attività pubblica tre volumi che diventano tappe di una cronistoria.
Il racconto dal di dentro di molteplici aspetti dell’azienda costituisce un’auto-rappresentazione che mira alla diffusione propagandistica, a ribadire una centralità tra gli addetti ai lavori, ma anche a farsi conoscere da tutti.
Sfogliando le pagine di queste pubblicazioni, scorrono dati, focus ed elenchi relativi alla struttura dell’ente, ai suoi intenti programmatici e al suo complesso funzionamento, alla sua varia produzione fotografica e cinematografica.
Sono degli strani oggetti editoriali, un po’ compendio e un po’ catalogo, con uno sguardo che si muove tra il dettaglio e il panorama, tra il centro e la periferia del Luce.
I tre volumi cambiano pelle e dimensioni, seguendo la crescita e la diversificazione dell’attività dell’azienda. Si passa dalle 38 pagine del primo alle 122 dell’ultimo. Una costante sono i titoli delle sezioni e i temi dei paragrafi, messi di lato, entrambi stampati in rosso.
Nel primo (Due anni di vita dell’Istituto Nazionale «LUCE») c’è solo testo. L’esigenza è di fissare i primi passi compiuti. Un unico vezzo: l’ultimo periodo dello scritto introduttivo e di quello finale assume graficamente l’andamento di un cono di luce rovesciato.
Esce l’anno successivo il secondo libro (Tre anni di vita dell’Istituto Nazionale «LUCE»), che presenta un’articolazione maggiore dei contenuti e nella forma, arrivano le foto a tutta pagina a corredo di alcune parti.
L’ultimo (Cinque anni di vita dell’Istituto Nazionale «LUCE»), pubblicato nel novembre 1930 e con un indice ancora più ricco, mostra da parte dell’Istituto una piena consapevolezza e la voglia di alzare il livello dell’operazione editoriale. Compaiono infatti anche fotocomposizioni e apposite illustrazioni a illuminare argomenti e numeri.

Alcune pagine del primo e del terzo volume
