
Il Luce nel 1930 inaugura il suo ramo editoriale con la pubblicazione della collana L’Arte per tutti.
L’istituto aveva già avviato la propaganda artistica delle masse. Prima con la produzione della Cinemateca per l’arte e l’istruzione religiosa e della Cinemateca di Cultura Nazionale, istituite entrambe nel 1926, e poi con il lavoro di catalogazione e implementazione dell’Archivio Fotografico Nazionale, relativo alla documentazione dell’arte e del paesaggio italiano.
Per avere una maggiore incisività e capillarità su tutte le classi sociali, nell’ambito della Cinemateca di Cultura Nazionale, si sviluppa l’idea di una serie di monografie artistiche, dal formato ridotto e molto economiche (5 lire), con l’introduzione dei maggiori esperti.
Sono proprio alcuni componenti della Cinemateca a plasmarne la visione editoriale. Corrado Ricci si propone a capo dell’opera, redige il piano generale della pubblicazione e assume la direzione delle sezioni dell’arte medievale e dell’arte moderna. A Roberto Paribeni è affidata la sezione dell’arte antica mentre a Cipriano Efisio Oppo quella dell’arte contemporanea.
Previste ventiquattro uscite ogni anno, due al mese. A guidare le pubblicazioni non c’è un ordine cronologico nella sequenza degli argomenti, ma un criterio di attualità. Si va così dai grandi artisti (Masaccio, Giotto, Caravaggio, Raffaello, ma anche Gaetano Previati, Giovanni Segantini) ai luoghi o alle opere dell’antichità (i Fori imperiali, le navi di Nemi, la colonna traiana), passando per la maestria artigianale italiana (le ceramiche di Faenza, i vetri di Murano, le sculture in legno abruzzesi o della Val Gardena).
Escono poco meno di sessanta numeri fino al 1934. L’operazione si rivela un insuccesso dal punto di vista finanziario. Non bastano a salvare la collana nemmeno due soluzioni adottate da Giacomo Paulucci di Calboli, presidente del Luce dopo Sardi: l’avvicendamento dei responsabili editoriali (dopo Ricci, Pietro Toesca e in seguito Giampiero Pucci) e la vendita dei volumi alle scuole che ne avessero fatto richiesta.

I volumetti de L’Arte per tutti, fino al numero 12 (1930) hanno una prefazione a firma del presidente del Luce, Alessandro Sardi. Nella prefazione sono spiegati i propositi con cui è stato costruito il progetto editoriale: piccoli libri monografici, agili nel testo e nelle immagini, che possano far avvicinare al vario mondo dell’arte italiana un pubblico non specializzato.
Per quanto riguarda la struttura ogni volume presenta un breve testo introduttivo (non più di 8 pagine), affidato ad uno studioso esperto dell’argomento; almeno 24 tavole corredate di nota esplicativa; un indice delle illustrazioni e una bibliografia sintetica, ma esaustiva.
