
Via Padova 6 a Milano, via Montebello 7 a Bologna e calle Loredan 4147 a Venezia sono gli indirizzi di alcune delle agenzie dell’Istituto Nazionale Luce nel 1941. In quell’anno nella nostra Penisola se ne contano almeno otto, da Genova a Trieste, da Torino a Palermo, passando per Napoli.
Un decennio prima, il Luce decide di dotarsi di un’organizzazione capillare per una rapida ed efficiente distribuzione dei suoi cinegiornali. Considerata la scadenza del suo contratto con la Società Pittaluga (30 giugno 1931), all’inizio di quello stesso mese acquista i locali delle agenzie della L.I.C. (L’Italiana Cinematografi), situate nelle città di Milano, Torino, Venezia, Bologna e Firenze.
Così molti dipendenti della Società Pittaluga decidono di passare al Luce. Quei lavoratori li troviamo nei servizi fotografici che il Luce realizza tra l’ottobre e novembre 1931 nelle neonate agenzie di Milano, Bologna e Venezia.
Nel 1933, Giacomo Paulucci di Calboli Barone, all’inizio del suo mandato di presidente del Luce, visti i numerosi ammanchi e l’indisciplinatezza gestionale in alcune agenzie e sub-agenzie, richiede a tutti i direttori un resoconto dettagliato sia amministrativo sia economico, relativo alla situazione, ai servizi e al personale delle loro agenzie.
Nell’estate di quell’anno, come annuncia la rivista «Eco del cinema», il Luce apre a Parigi, l’agenzia generale per la Francia, i paesi di lingua francese, il Belgio, l’Olanda, la Spagna ed il Portogallo. La sua direzione, nel dodici mesi cambia tre volte. Affidata inizialmente al Commendatore Giuseppe Maria Collinucci, che viene licenziato e sostituito dal Capitano Barone Fausto Aloisi. Alla sua morte, nel giugno 1934, arriva Balzarelli, su spinta della S.A.S.P. (Società Anonima Stefano Pittaluga), visto che era già il suo rappresentante parigino.

Le agenzie del Luce a Milano, Bologna e a Venezia nei servizi fotografici del 1931

Archivio Storico Luce, Serie L, Il direttore con un gruppo di dipendenti, Milano, Agenzia del Luce, 20 novembre 1931
Archivio Storico Luce, Serie L, Impiegati alla scrivania, Milano, Agenzia del Luce, 20 novembre 1931
Archivio Storico Luce, Serie L, Segretarie, sedute alle loro scrivanie, intente a lavorare, Milano, Agenzia del Luce, 20 novembre 1931
Archivio Storico Luce, Serie L, Il direttore con un gruppo di dipendenti, Bologna, Agenzia del Luce, 21 ottobre 1931
Archivio Storico Luce, Serie L, Segretarie, sedute alle loro scrivanie, intente a lavorare, Bologna, Agenzia del Luce, 21 ottobre 1931
Archivio Storico Luce, Serie L, Dipendenti tra le pellicole, Bologna, Agenzia del Luce, 21 ottobre 1931
Archivio Storico Luce, Serie L, Dipendenti tra le pellicole, Venezia, Agenzia del Luce, [ottobre-novembre] 1931
Archivio Storico Luce, Serie L, Un’impiegata lavora la pellicola, Venezia, Agenzia del Luce, [ottobre-novembre] 1931
Archivio Storico Luce, Foto Attualità, Il presidente Giacomo Paulucci di Calboli Barone riceve i direttori delle agenzie del Luce, Roma, Istituto Nazionale Luce, 20 luglio 1937

L’ISTITUTO NAZIONALE LUCE A PARIGI[1]
L’Istituto L.U.C.E. ha creato a Parigi – rue Blanche 33 (Telefono Trinité 1903) l’Agenzia Generale per la Francia, i paesi di lingua francese, il Belgio, l’Olanda, la Spagna ed il Portogallo. La Direzione Generale è stata affidata al Comm. G. M. Collinucci, che già sta organizzando attivamente l’impianto dei vari servizi.
Nell’annunciarlo il «Cine Comoedia» prosegue:
Nessuno dubita che l’esistenza di questo organismo in Francia, avrà una felice influenza sulle relazioni cinematografiche fra i due paesi.
La L.U.C.E. non potrà infatti restringersi alla propaganda della cultura italiana in Francia e si sa il Sig. Mussolini troppo amico dell’arte e degli artisti, troppo partigiano della collaborazione e dell’interpretazione artistica sul piano internazionale, per dubitare che parallelamente alla sua normale azione di propaganda nazionale, l’Agenzia francese della L.U.C.E. italiana, non si preoccupi ugualmente e lungamente delle questioni cinematografiche franco-italiane. E ciò sarà fatto fraternamente come si conviene tra…. «sorelle latine!».
Noi diremo di più. Stabilita la prima agenzia L.U.C.E. in Francia, saremmo lieti di vederne create altre nei maggiori centri cinematografici del mondo con lo scopo bensì di propagare il film culturale italiano, ma altresì di compiere quanto noi nel nostro articolo «Consolidiamo la nostra industria Cinematografica» assegnavamo agli Addetti Cinematografici che chiedevamo si istituissero presso le varie ambasciate.
Certamente le agenzie L.U.C.E. sarebbero meglio adatte a svolgere in pieno il programma da noi esposto, che certamente oltre al vantaggio morale, avrebbe anche quello materiale, sia per la nostra industria che per l’Istituto Nazionale L.U.C.E. che potrebbe essere con grande vantaggio investito dei compiti che noi indicavamo per I’I.C.I.[2].
Noi chiudevamo il nostro articolo così:
Pertanto il Regio Governo avrà creato la carica di Addetto Cinematografico presso le ambasciate di Parigi, Londra, Berlino, New York, Buenos Ayres, Madrid, Rio Janeiro, Messico, Tokio, Mosca.
L’I.C.I. a mezzo di apposito Bollettino Settimanale di Lavorazione, comunicherà ai singoli Addetti tutte le notizie concernenti la fabbricazione dei film, e, per corrispondenza, tutte quelle istruzioni che li metta in grado di poter preventivamente trattare il collocamento della nuova produzione, sia in vendita, sia, in disperata ipotesi, in programmazione per le prime visioni e per lo sfruttamento successivo. Ne consegue che, al ricevere la copia campione, l’Addetto si trova in condizione di concludere rapidamente il piazzamento ed eventualmente quegli scambi, che in seguito alle segnalazioni eseguite, gli saranno autorizzati.
L’I.C.I. avrà pure organizzato in Italia le proprie Agenzie di noleggio nelle città capozona ed a loro mezzo procederà allo sfruttamento del film, valendosi, ove occorra, del disposto della legge che rende obbligatoria la programmazione della produzione italiana. A mezzo di tali Agenzie diramerà pure il Bollettino Settimanale di Lavorazione, ad agevolare il più rapido lavoro di piazzamento con una ben eseguita propaganda. (Può anche valersi delle Agenzie L.U.C.E.).
Cosi l’I.C.I. con la vendita o sfruttamento all’estero e con lo sfruttamento diretto in Italia verrà ricuperando l’ammontare del costo del film, che ha rimborsato all’Editrice e lo trattiene ad estinzione di tale scoperto, calcolando un interesse del Sei per Cento per il periodo di tempo intercorso dal rimborso stesso. Sul residuo ricavo, tratterrà il 25% a compenso delle spese generali e di rappresentanza, versando alla Editrice di tre in tre mesi il residuo 75%. Ne consegue che il risultato contabile di tale operazione porterà un largo beneficio, pure nelle peggiori ipotesi e che l’I.C.I. potrà anche autorizzare notevoli scambi con la produzione estera, senza immobilizzo di ulteriori capitali. In una parola con la più assoluta sicurezza e con capitali relativamente modesti si potrà ottenere il vero consolidamento della Industria Cinematografica Italiana ed a far affluire il capitale all’industria stessa, poiché ove la sicurezza è garantita, il rischio del maggiore o minore lucro è sempre superabile.
[1] Carlo Bassoli, L’Istituto Nazionale Luce a Parigi, «Eco del cinema», n. 118, settembre 1933.
[2] Industrie Cinematografiche Italiane.