POSTER 7/9. ITALIA 1951. LE CASE DI RIEDUCAZIONE

Nel 1951 il Ministero di Grazia e Giustizia commissiona all’Istituto Nazionale Luce un reportage fotografico per documentare la situazione degli istituti di prevenzione e pena in Italia, con una particolare attenzione a quelli minorili.

L’obiettivo del Ministero è di rispondere alle critiche di istituzioni internazionali e alle campagne di stampa denigratorie sulla gestione dell’amministrazione penitenziaria.

Così tre fotografi del Luce, Cesare Colò, Ugo Isgrò e Lucio Parisi, realizzano una campagna che li porta nei centri di rieducazione per minorenni, distribuiti su tutto il territorio nazionale. I centri si articolano in istituti di osservazione, carceri minorili, riformatori giudiziari e case di rieducazione.

Le case di rieducazione sono strutture in cui spesso il confine tra intento rieducativo e assistenziale è molto sfumato. Infatti, talvolta ospitano bambini o ragazzi che non hanno commesso alcun illecito, ma sono solo orfani o provenienti da famiglie povere.

Le foto sembrano raccontare oasi felici con edifici rimodernati, corsi efficienti con tutte le strumentazioni (per taglio e cucito, calzolai, intagliatori del legno, ecc.), insegnanti attenti, attività ricreative e gite.

In realtà, nonostante i progressi dell’amministrazione penitenziaria, le condizioni e le funzioni delle case di rieducazione presentano ancora molte criticità, che perdurano nei decenni successivi.