Il film Guerra nostra, primo documento ufficiale cinematografico sul primo conflitto mondiale voluto da Luciano De Feo, è un film antologico realizzato grazie alla disponibilità presso l’Istituto Nazionale Luce di parte delle pellicole girate sulle fronti di combattimento. Preparato con grande maestria in poche settimane, esce in Italia il 24 maggio 1927, nell’edizione 35mm.
Prima proiezione a piazza Venezia, davanti al complesso del Vittoriano, sede ormai da cinque anni e sei mesi della monumentale tomba del Milite Ignoto. È un evento grandioso, che curiosamente si tiene nello spazio tra i due edifici, Palazzo Venezia e il Vittoriano stesso, dove, fra alterne vicende, dal 1918 in poi sono stati conservati gran parte dei materiali utilizzati per il film stesso.
Subito dopo, sempre a Roma, il film passa in programmazione al cinema Augusto. Probabilmente realizzato in poche copie, il film inizia una sorta di lungo tour di proiezioni in giro per l’Italia. Si tratta di una fase che si protrae fino all’anno successivo ed oltre. Identico è il modo con cui Guerra nostra viene lanciato nelle varie città. Le proiezioni, infatti, secondo una prassi già attivata nel 1922 con Gloria Apoteosi del Soldato Ignoto, prevedono una partecipazione agli utili dell’appena nata Associazione Nazionale per i Mutilati e gli Orfani di Guerra, ente sotto la cui egida sono promosse. Molte d’altronde sono le matinée per le scuole, come quelle previste a Livorno e a Pisa fra fine del dicembre 1927 e l’inizio del 1928.
I giudizi sulla stampa, anche in virtù di questa copertura sono comunque entusiastici e quasi tutti tendono ad esaltare insieme il valore documentario dei “dal vero” usati per comporre il film e l’importanza dello sforzo italiano nella prima guerra mondiale. Spesso inoltre emerge il confronto fra Guerra nostra, inteso come documento della vera guerra sullo schermo, e il grandioso film di finzione americano The Big Parade (1926, King Vidor), uscito nel nostro Paese nel 1927. Si tratta di un confronto dal quale in qualche modo (talvolta esplicitamente) Guerra nostra uscirebbe vincitore, appunto per il suo grado di freschezza e (presunta) veridicità. Solo una rivista, il battagliero «Cinematografo», diretto da Blasetti attacca il film del Luce, trovandolo deludente. Ad essergli preferito è appunto il film di Vidor, rispetto al quale Guerra nostra sfigurerebbe. Si tratta comunque di una recensione comparsa su una rivista di fronda, molto cinefila e nota proprio per queste prese di posizione anticonformiste.
Sul finire del 1929, l’Istituto Nazionale Luce concede alla Società Italiana Pathé Baby l’inserimento nella serie Propaganda Italica di un’edizione ridotta e rimontata di Guerra Nostra, destinata a raccogliere fondi a favore dell’Associazione Nazionale Combattenti. Questa versione in 9.5mm del film è destinata non più ai cinema ma ad un ambito non theatrical, ovvero sedi del dopolavoro fascista, scuole, caserme o altri luoghi, come le stesse case di ricchi signori. Il 29 gennaio 1930 l’Istituto Nazionale per la Cinematografia Educativa, presieduto da De Feo, ospita la prima proiezione pubblica dell’edizione Pathé Baby, cui seguirà nel 1932 una seconda edizione.
Il poster esce in occasione di una delle restituzioni (seminario e proiezione dell’edizione 9.5mm restaurata digitalmemte) del progetto Gloria e le grandi antologie cinematografiche italiane della Grande Guerra, finanziato con fondi MiC – DGABAP (Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio), nell’ambito del Bando 2024/2025 per l’assegnazione di contributi a progetti ed iniziative relativi al patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale, coordinato dall’Archivio Storico Luce – Cinecittà S.p.A., ente capofila, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata e l’Università degli Studi di Udine.
