PRESIDENTI. ALESSANDRO SARDI (1928-1933)

Alessandro Sardi (1889-1965). Barone di Rivisondoli, in quanto nato a Sulmona dai nobili Gennaro e Concetta Paduano Colajanni.

Si laurea in Legge a Roma e diventa un noto avvocato per i processi celebri di cui si occupa. Come ufficiale del Servizio Aeronautico, partecipa alla Prima guerra mondiale, vincendo numerose imprese sul campo di battaglia accanto a Gabriele D’Annunzio. Nel 1919 è mandato in Cina, con l’incarico di preparare le piste di atterraggio per il raid Roma-Tokyo dell’anno successivo. 

Tornato in patria, è sindaco della sua città natale (1920-1921). Tra gli organizzatori dei Fasci di Combattimento in Abruzzo, dopo aver preso parte alla marcia su Roma, si iscrive al Partito Nazionale Fascista. Dal 1922 al 1924 ricopre l’incarico di Sottosegretario di Stato presso il Ministero dei lavori pubblici. In seguito al delitto Matteotti, per le limitazioni crescenti al potere dei gerarchi provinciali, la sua carriera politica comincia a vacillare. Nel 1925 fonda e dirige «Il Popolo d’Abruzzo». Nel marzo 1926 assume il ruolo di segretario della Federazione Provinciale de L’Aquila del Partito Nazionale Fascista, ma dopo pochi mesi è vittima della campagna diffamatoria ordita da Adelchi Serena, che lo sostituisce.

È presidente dell’Istituto Nazionale Luce dal 1928 al 1933, succedendo a Filippo Cremonesi. Nello stesso periodo, compie numerose missioni (famosa quella in Cina), come membro della delegazione italiana presso la Società delle Nazioni (1928-1932). 

Destituito dal ruolo di presidente del Luce, viene espulso dal Partito nel 1934 per poi essere riammesso formalmente nel 1940. Dalla seconda metà degli anni Trenta si ritira a vita privata. Nel marzo 1945, in seguito all’applicazione delle cosiddette leggi di “defascistizzazione”, è imprigionato nel carcere di Regina Coeli, spostato poi nelle carceri di Poggioreale e infine a Procida, dove rimane fino al luglio 1946. In prigione scrive una serie di diari e appunti, raccolti nell’autobiografia “…Ma non s’imprigiona la storia”.

UN MOMENTO DELLA SUA PRESIDENZA

L’11 febbraio 1929 sono sottoscritti i Patti Lateranensi, tra Stato e Chiesa, da Benito Mussolini e dal cardinale Pietro Gasparri, in rappresentanza del Pontefice Pio XI. Alla firma sono presenti il presidente Alessandro Sardi, ma anche gli operatori del Luce. Infatti, all’Istituto è commissionato l’unico documentario autorizzato sull’evento, La Conciliazione fra l’Italia e il Vaticano. Il film, oltre all’atto della firma, racconta la messa che si tiene il giorno dopo nella Basilica di San Pietro, nel VII anniversario dell’incoronazione del Pontefice, con la folla a riempire la piazza. Il 17 febbraio avviene la proiezione del film in Vaticano, durante un ricevimento organizzato dal principe Aldobrandini, comandante della Guardia nobile pontificia. Il 20 febbraio Sardi è ricevuto in udienza privata da Pio XI. In quell’occasione il Pontefice si congratula per l’ottima riuscita del documentario.  Sardi gli dona un libro fotografico realizzato dal Luce durante la lavorazione del documentario e ottiene l’esclusiva per le future riprese cinematografiche in occasione delle visite dei sovrani e dei principi reali al Papa. 

Film LA CONCILIAZIONE FRA L’ITALIA E IL VATICANO