PRESIDENTI. NINO D’AROMA

Nino D’Aroma (1902-1982). Nasce Antonino a Rocca di Mezzo, in provincia dell’Aquila, da Giulio e Maria.

Fascista della prima ora, è iscritto ai Fasci di Combattimento dal 10 giugno 1919 ed è amico di Benito Mussolini, che nel 1928 lo manda in Germania per redigere una relazione dettagliata su Adolf Hitler, nuova figura dell’estrema destra tedesca.

Intensa è la sua attività di giornalista. Collaboratore de «L’Idea nazionale» (1919), caporedattore di «Patria», fondatore di due periodici per la gioventù fascista, «Giovinezza» e «Giovane Italia» (1925), caporedattore de «Il Popolo di Trieste» (1926), corrispondente romano della «Gazzetta del Popolo», del «Corriere di Catania» e della «Gazzetta di Messina», capo della redazione romana di «Regime fascista», redattore del «Corriere della Sera», collaboratore di «Echi e commenti» e de «La Stirpe». Spesso nei suoi pezzi alimenta la propaganda politica e adotta anche pseudonimi (Nidar, Ostilio, Rutilio).

È segretario federale romano del Partito Nazionale Fascista dal 9 gennaio 1931 al 1º luglio 1933. Nel 1934 firma il soggetto del film “Ragazzo”. Tre anni dopo, sposa, in seconde nozze, l’attrice russa Tatiana Pavlova. Scrive e traduce testi teatrali, è autore de “Le sorelle di Segovia” (con lo pseudonimo Ribero Gomez Duharte) e de “La Regina di Roma”, messi in scena dalla moglie. Dal 1937 al 1940 è commentatore politico all’EIAR. Nel 1939 entra a far parte della Camera dei fasci e delle corporazioni. Pur vicino a Giuseppe Bottai, resta sempre fedele a Mussolini. Dal febbraio 1940 al febbraio 1942 è vice presidente della Corporazione dello Spettacolo. Dal 1940 al 1943 ricopre il ruolo di direttore de «Il Piccolo» di Roma.

Aderisce alla Repubblica Sociale Italiana, il cui Ministro della Cultura Popolare diventa Ferdinando Mezzasoma. È in questa fase che, alla fine del 1943, arriva al Luce, dopo la presidenza di Augusto Fantechi (1940-1943) e un rapido passaggio (dopo l’8 settembre 1943) di Giuseppe Croce, che da direttore generale diventa commissario straordinario dell’Istituto, organizzando il trasferimento di quest’ultimo a Venezia.

Anche D’Aroma è commissario straordinario del Luce, cioè assume su di sé tutti i poteri. Attraversa la turbolenta stagione dell’Istituto a Venezia, spingendo al massimo i cinegiornali per fini propagandistici. Ad un certo punto chiede di aprire un’inchiesta, per condotta illecita, su Luigi Freddi e sta per essere sostituito al Luce da Marco Pomilio o da Luciano Celso. Ma il crollo del Regime di Salò ferma l’inchiesta e la sua successione. Comunque il suo incarico al Luce tramonta, parallelamente alla fine del fascismo e della seconda guerra mondiale. Al suo posto giunge Olindo Vernocchi.

Nel dopoguerra è prima epurato dall’Ordine dei giornalisti e poi riammesso nel 1946. Così lavora al «Secolo d’Italia». Per un periodo è iscritto al Movimento Sociale Italiano. Collabora con «La Settimana Incom» e scrive libri di memorie sul regime, tra cui “Mussolini segreto” (1958).

Rimane vedovo nel 1975. Muore a Roma.

UN MOMENTO DELLA SUA PRESIDENZA

Archivio Storico Luce, Foto Attualità, Nino D’Aroma e il ministro Ferdinando Mezzasoma assistono al lavoro di un montatore alla moviola, Venezia, Istituto Nazionale Luce, 27 febbraio 1944

Archivio Storico Luce, Foto Attualità, Nino D’Aroma e il ministro Ferdinando Mezzasoma visionano un filmato in una saletta di proiezione, Venezia, Istituto Nazionale Luce, 27 febbraio 1944

Archivio Storico Luce, Foto Attualità, Nino D’Aroma fa vedere al ministro Ferdinando Mezzasoma una moviola, Venezia, Istituto Nazionale Luce, 27 febbraio 1944

Archivio Storico Luce, Foto Attualità, Un dipendente e Nino D’Aroma mostrano al ministro Ferdinando Mezzasoma una fotografia, Venezia, Istituto Nazionale Luce, 27 febbraio 1944

Archivio Storico Luce, Foto Attualità, Il Ministro Ferdinando Mezzasoma viene accolto da Nino D’Aroma e da altri uomini, Venezia, Istituto Nazionale Luce, 27 febbraio 1944

Archivio Storico Luce, Foto Attualità, Il ministro Ferdinando Mezzasoma tiene un discorso davanti a Nino D’Aroma e ad alcuni impiegati, Venezia, Istituto Nazionale Luce, 27 febbraio 1944

Archivio Storico Luce, Foto Attualità, Il ministro Ferdinando Mezzasoma percorre un corridoio, accompagnato da Nino D’Aroma e da altri uomini, Venezia, Istituto Nazionale Luce, 27 febbraio 1944