PRESIDENTI. OLINDO VERNOCCHI

Olindo Vernocchi (1888-1954). Figlio di Archimede, medico condotto, e di Elisa Ravaioli, nasce a Forlimpopoli, in provincia di Forlì.

Giovanissimo, ancora studente di ginnasio, aderisce al movimento socialista e diventa amico di Benito Mussolini. Mussolini, arrivato ad essere direttore del giornale «Avanti!», nel 1912 gli affida la direzione de «La lotta di classe», organo della federazione socialista forlivese. Consigliere comunale, studente universitario in Legge e collaboratore di numerosi giornali, si fa apprezzare sempre più all’interno del Partito Socialista Italiano. Fautore di posizioni antimilitaristiche e internazionalistiche rompe con Mussolini e promuove manifestazioni, molto partecipate, contro l’entrata in guerra.

Durante la prima guerra mondiale, viene richiamato alle armi. È prima di stanza a Forlì, poi ad Agrigento. Non smette il suo impegno politico e nella città siciliana dà il suo contributo per la creazione delle leghe operaie e per la fondazione della locale Camera del lavoro. Nel 1919 va a lavorare nella redazione romana  dell’«Avanti!», di cui nell’aprile 1924 assume la direzione insieme a Pietro Nenni e a Riccardo Momigliano. 

Nel primo dopoguerra dunque acquisisce un ruolo di dirigente nazionale nel Partito Socialista Italiano fino ad essere eletto a segretario nazionale il 25 aprile 1925. Con la soppressione dei partiti politici, in seguito alle leggi fascistissime, è sottoposto a un’intensa vigilanza, che si fa più stringente nella primavera del 1927. L’anno dopo, il 21 giugno, viene arrestato e condannato a due anni di confino, ma il 12 luglio viene rimesso in libertà per intervento diretto di Mussolini. 

Impiegato alla Società di assicurazioni Phoenix, continua a svolgere una certa attività politica e a mantenere contatti con il movimento clandestino di ispirazione socialista. Con Giuseppe Romita rappresenta il Partito Socialista Italiano nel Comitato delle Opposizioni che il 26 luglio 1943 chiede a Vittorio Emanuele III di sciogliere il Partito Nazionale Fascista, ripristinando le garanzie democratiche e la libertà di stampa. Un mese dopo è eletto nella direzione del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria.

Nel 1944 il governo Parri lo nomina commissario straordinario dell’Istituto nazionale Luce, ribattezzato Istituto nazionale Luce Nuova. Spetta a lui rifondarlo con una missione e un carattere culturale in linea con i principi di uno Stato democratico. Si occupa del rientro a Roma da Venezia delle attrezzature e dei materiali filmici dell’Istituto, si accerta delle responsabilità dei dipendenti che hanno collaborato con la Repubblica Sociale Italiana e lavora per rilanciare la produzione filmica dell’ente.

Con le consultazioni del 2 giugno 1946 è eletto deputato alla Costituente tra le file del  Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Nel corso del suo mandato è relatore, nella primavera del 1947, della legge sull’ordinamento dell’industria cinematografica nazionale. Muore a Roma il 9 marzo 1948.


Nella seduta del 12 maggio 1945 del Consiglio di amministrazione del Luce, presieduto da Olindo Vernocchi, è approvato il cambio di nome dell’ente che diventa “Istituto Nazionale Luce Nuova”. 

Nel cambio di passo del Luce si inserisce la produzione di un nuovo cinegiornale, il Notiziario Luce Nuova. Ne escono, a rilento, solo 22 numeri, in quasi due anni, dal luglio 1945 al marzo 1947. 

Nonostante la rinnovata veste, lo stile asciutto e antiretorico, l’accoglienza positiva da parte della critica e del pubblico, non riesce a decollare e il governo decide di fermarne la produzione. 

Già dal numero 1, uscito il 26 luglio 1945, il Notiziario Luce Nuova denuncia una situazione storico-politica e un’atmosfera radicalmente cambiate. Il cinegiornale si apre con un servizio su una manifestazione del Comitato di Liberazione Nazionale a Roma e con un servizio successivo sul consiglio dei ministri del governo Parri.

Con il notiziario n. 5, datato 5 febbraio 1946, numero speciale per il Concistoro, in collaborazione con il Centro Cattolico Cinematografico, arriva ad avere dei titoli di testa opportunamente realizzati.

Archivio Storico Luce, Fondo Istituto Nazionale Luce, Verbale del Consiglio di amministrazione del 12 maggio 1945

Archivio Storico Luce, Fondo Istituto Nazionale Luce, Notiziario Nuova Luce, n. 1, 1945

Archivio Storico Luce, Fondo Istituto Nazionale Luce, Notiziario Nuova Luce, n. 5, 1946