AGRO SONORO INCONTRA CINEFOTOEDUCA

Nel 2019 Istituto Luce Cinecittà ha partecipato al bando “Cinema per la Scuola – Rassegne”, come capofila, insieme a due partner, il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino e l’Associazione culturale “Il sandalo”.

Nel 2020 abbiamo saputo di essere tra i vincitori con il progetto Agro sonoro, note e scene da un territorio.

La pandemia non ha permesso di realizzare il progetto nel tempo che era stato previsto al momento dell’indizione del bando e la sua esecutività è scivolata sino a maggio 2021.

Il tempo allungato ci ha permesso di amplificare l’offerta formativa e di introdurre CINEFOTOEDUCA, il progetto di alfabetizzazione al linguaggio fotocinematografico, che dal 2018 Istituto Luce Cinecittà sta sviluppando nelle scuole elementari.

Le insegnanti e gli studenti delle scuole di Latina e di Cori che hanno aderito al progetto vincitore, prima di attivare i laboratori musicali con l’Associazione “Il Sandalo”, hanno potuto confrontarsi con un percorso di conoscenza delle immagini fisse ed in movimento, attraverso il linguaggio specifico, imparando a contestualizzarlo e decodificarlo, per sviluppare la comprensione delle forme dei documenti fotografici e filmici, dei loro usi nell’evolversi della società fino ad oggi.

La proposta è stata attraverso la formazione dei docenti per sviluppare il progetto educativo all’immagine in piena autonomia. Le insegnanti hanno utilizzato due schede del progetto:

  • Riconoscersi e presentarsi, scheda identificativa ed informativa dove le bambine ed i bambini hanno raccontato se stessi attraverso una foto ed un loro disegno;
  • Storie di famiglia, che ha permesso di recuperare e rinnovare la memoria dei loro genitori, dei loro nonni ed in alcuni casi anche dei bisnonni

Per esperienza, in questo tipo di percorsi didattici molti ragazzi scoprono per la prima volta parenti e memorie e con essi la storia.

L’obbiettivo, brillantemente raggiunto, era quello di consentire alle insegnanti e agli studenti di costruire una narrazione individuale e collettiva del proprio territorio e di confrontarsi con le immagini storiche che successivamente saranno parte integrante del progetto Agro sonoro, note e scene da un territorio.

Per poter entrare in comunicazione con loro, vista la distanza imposta dal Covid 19, ho costruito la mia scheda di presentazione. Questa ha poi prodotto un breve cortometraggio che coniuga le loro domande e le mie risposte per conoscermi meglio. Avrete modo di vederlo sui nostri canali social.

Quindi, ho chiesto alle insegnanti coinvolte la produzione di un report sull’esperienza sostenuta. Troverete allegati all’articolo i loro contributi, qui ho pensato che alcuni estratti, completati dalla selezione delle schede elaborate dai loro studenti, abbiano messo in evidenza come il percorso formativo potrà essere uno strumento da utilizzare sia nel proseguo del lavoro, con il progetto Agro sonoro, ma anche un “modo diverso” di usare le immagini che va oltre la quotidianità.

[...] È stato chiesto a loro di recuperare delle loro foto personali con il tema Riconoscersi e rappresentarsi, di analizzarle e raccontarle ai compagni.
Nelle foto che i bambini hanno scelto di portare a scuola e nella spiegazione fatta, sia con termini specifici del linguaggio fotografico, sia con particolari riguardanti il momento dello scatto, si è potuto ritrovare ognuno di loro, con la sua personalità e la sua indole.
In un secondo momento la ricerca si è ampliata e i bambini hanno raccolto e descritto foto della loro famiglia e successivamente foto in bianco e nero dei nonni, bis nonni e tris nonni. In questa i bambini sono stati trasportati, con una fantastica “macchina del tempo”, in un mondo dove le loro radici familiari erano riportate nelle immagini meravigliose che avevano recuperato negli album fotografici di famiglia. Questo lavoro ha dato loro un profondo senso di appartenenza e continuità.Tutti durante il momento dell’analisi dell’immagine, hanno lavorato per decodificare le informazioni delle diverse epoche storiche e familiarizzare con la memoria del passato. In particolare la loro attenzione è stata catturata dall’abbigliamento dei soggetti fotografati. Uomini, donne, bambini mostravano nelle immagini un modo di vestire lontanissimo da quello a cui son abituati.
Questa prima fase del progetto, ha prodotto, in tutti noi, alunni e insegnanti, una maggiore padronanza del linguaggio cine-fotografico e ha favorito la scoperta della memoria storica dell’Agro Pontino.

Roberta Galeotti
Docente della classe 5B, Istituto Comprensivo "A. Volta" di Latina, plesso "O. Montiani"

contributo completo
L’impossibilità a muoversi fisicamente a causa delle restrizioni legate alla pandemia, è stato lo stimolo ad un movimento trasversale che ha attraversato, con i mezzi virtuali, spazi e tempi lontanissimi ai bambini. Le fotografie, lo strumento audiovisivo e i fondi documentali sono stati un potente ‘centro di interesse’ ed un connettore intergenerazionale.La ricerca di notizie sui nonni, utilizzando il tema del lavoro, attraverso le fotografie, ha attivato nelle e tra le famiglie una vera ‘caccia al tesoro’ che ha ridestato l’interesse verso gli archivi di casa e la scoperta, per genitori e figli, dei vecchi album!
Il contatto con le immagini di carta e talvolta di carta ingiallita, con i contorni smerlati, il desiderio di far restaurare foto malconce per riportarle ad una nuova vita, hanno acceso i ricordi che sono ri-affiorati dalla viva voce dei nonni, bisnonni o attraverso le narrazioni dei genitori. Dall’immagine alla ri-evocazione il passo è stato breve: i nastri dei ricordi hanno istruito un vero e proprio circuito fatto di calore, di odori, di sapori riemergenti dalla memoria, nuove scoperte per i bambini, ma non solo… Petites Madeleines per mamma e papà. 
[...] Molti giovani partirono dalle montagne lepine per la bonifica di Piscinara, dove lavorarono per 10 anni, ammalandosi di malaria, molti perdendovi la vita. Ascenzo Di Giacomo fu tra questi, partito da Cori col suo mulo Pacchiarotto per gettare il primo strato di ghiaia alla nascente pianura di Piscinara sottratta alla palude. [...] I nipoti di nonno Ascenzo ci hanno raccontato che il mulo Pacchiarotto venne requisito dalle truppe tedesche per i trasporti pesanti delle operazioni belliche; abbandonato dopo l’arrivo degli Alleati, venne ritrovato, errabondo, dall’amico Ascenzo, con il quale concluse i suoi giorni

Patrizia Corbi e Maria Carmela Salomone
Docenti delle classi 2B e 2C, Istituto Comprensivo "C. Chiominto" di Cori

contributo completo

L’approccio ludico di CINEFOTOEDUCA, che attraverso il disegno personale consente di rendere, per un bambino, “reale e immaginario” il proprio punto di vista, ha permesso alle insegnanti, che ringrazio per la preziosissima collaborazione, di svelare l’essenza intima e profonda della fotografia: coniugare la soggettività con la realtà e l’immaginazione.

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