IL CARNEVALE DI VIAREGGIO: BREVE RACCONTO DI MODERNITÀ NELL’ARCHIVIO STORICO LUCE

di Patrizia Cacciani

La produzione filmica dell’Istituto Nazionale Luce (1925-1962) si compone di cinegiornali e documentari.

Il complesso dei cinegiornali prodotti sul Carnevale di Viareggio tra il 1928 ed il 1946 sono: quattro muti (1928-1931) e tredici sonori (1931-1946). I documentari sono tre tra il 1927 ed il 1934, due muti ed uno sonoro.

L’Istituto nasce con decreto-legge il 5 novembre 1925, a seguito della trasformazione della piccola società anonima la LUCE. L’Unione cinematografica educativa viene costituita all’interno del Commissariato generale per l’emigrazione. Un’esperienza di poco più di un anno della piccola società anonima che parte dall’esperienza del SIC, sindacato di istruzione cinematografica, e più in generale dalla cinematografia educativa.

L’interesse per il Carnevale di Viareggio è uno degli esempi del cambiamento editoriale della casa di produzione statale: non più dedicata alla cinematografia educativa, ma come recita il decreto costitutivo «alla propaganda a mezzo cinematografia».

Il primo prodotto (non sono stati ancora costituiti il servizio cinegiornali ed il servizio fotografico) è un documentario del febbraio 1927, muto, della durata di un corto di cinque minuti. Il carnevale inizia il 13 febbraio. I due corsi sono per la prima volta a circuito chiuso e a pagamento.

Il secondo è del febbraio 1931, muto, di durata leggermente superiore, sei minuti e trenta.

Entrambi molto lunghi per una proiezione in sala, soprattutto perché le immagini sono ripetitive sulla sfilata dei carri e delle figure, ma anche sulle persone che festeggiano il Carnevale. C’è da immaginare la consuetudine di “sonorizzare” i cinegiornali con la presenza durante la proiezione di un accompagnamento musicale e, a volte, di una voce off che raccontava le immagini.

Il 1931 è l’anno della trasformazione della produzione da muta a sonora. Le sale cinematografiche si stanno attrezzando ed anche il Luce si avvia a percorrere tale strada. Infatti, nel verbale del consiglio di amministrazione, che conserviamo in Archivio, già il 30 dicembre 1929 viene citato l’accordo con la Fox Movietone, per la produzione dei cinegiornali sonori. È il primo momento in cui l’Istituto riflette sulla decisione di produrre cinegiornali sonori.

Il 1931 è l’anno per il Carnevale in cui Uberto Bonetti, attraverso un lavoro artistico di scomposizione e ricomposizione, crea la maschera di Burlamacco. Bonetti, uscito dall’Accademia delle Belle Arti di Lucca, studente di Lorenzo Viani, aderisce nel 1932 al movimento artistico futurista. Il nome della maschera sembra sia derivato dal canale Burlamacca che attraversa Viareggio.

Nel sito della University of South Carolina, sono archiviati i cinegiornali della Fox Movietone che riguardano il Carnevale di Viareggio[1].

Il cinegiornale presente nell’Archivio storico Luce è dell’agosto del 1931, la sfilata estiva, ed è muto.

Archivio Storico Luce, Giornale Luce A0840, Carnevale estivo a Viareggio, agosto 1931.

Mentre il servizio della Fox Movietone è dell’8 febbraio 1931, sonoro.

UofSC Digital Collections, Fox Movietone News Collection, Carnival, 8 febbraio 1931

L’operatore del servizio è italiano: Ettore Villani. Nel catalogo digitale viene considerato autore per la Fox dal 1921 al 1934. Da una ricerca sul web, emergerebbe che avrebbe lavorato per il Luce nel nostro Archivio non sono presenti documenti in tal senso.

Nell’Istituto il dibattito sul passaggio dal muto al sonoro si accende proprio nel luglio 1931. Ne abbiamo traccia nel verbale del 15 luglio 1931. Il Presidente ed il direttore tecnico Attilio Fontana riferiscono del viaggio europeo, tra Londra e Parigi, appena concluso per studiare possibili accordi con case estere per la produzione e lo scambio delle attualità che integreranno i Giornali Luce e per visitare studi, come pure per conoscere macchinari da ripresa e proiezione sonore. Chiudendo la sua relazione in merito alle varie proposte con le più importanti case estere, il presidente precisa che ha voluto rappresentare al Consiglio gli aspetti favorevoli e quelli svantaggiosi delle proposte stesse e «sta a noi decidere ora cosa vogliamo e quanto possiamo pagare. Il Giornale Luce sonoro sarà l’espressione non di quello che possiamo desiderare, ma di quanto avremo speso per formarlo». A questo punto il presidente tiene ad esprimere anche la sua opinione: dal momento che si è davanti ad una completa trasformazione dell’Istituto Luce, le cui principali espressioni sono l’organizzazione periferica e la trasformazione in sonoro, tutto ciò porta il Luce ad un complesso di nuove attività. L’Istituto deve avere successo nell’affermazione della produzione sonora e badare meno all’aspetto finanziario, anche se considerevole. Il presidente è convinto che la collaborazione Fox-Luce porterà i cinematografi ad accogliere volentieri il Giornale Luce sonoro e forse anche a pagarlo di più di quanto era stato finora preventivato: editando un giornale Luce-Fox si possono tenere i canoni al doppio degli attuali del 20%. Inoltre, ci si potrà avvalere degli apparati da presa della Fox largamente diffusi nel mondo qualora se ne presentasse il bisogno all’estero. Segue un’ampia discussione del Consiglio sulla combinazione Fox-Luce. Alla fine, il Consiglio all’unanimità approva la proposta e autorizza il presidente a concludere la convenzione con la Fox Hearst Company sulle basi più vantaggiose per l’Istituto.

Sul sito della British Pathé sono presenti tre servizi di cinegiornali, due della Gaumont ed uno della Pathé. Solo quello della Pathé è sonoro. Non in presa diretta, ma con colonna sonora.

Il secondo della Gaumont ha le stesse immagini del documentario muto di produzione INLUCE. Si tratta di uno scambio di cineattualità tra il LUCE e la Gaumont. A noi risulta che siamo noi l’ente produttore.

Il primo cinegiornale sonoro (presa diretta) che l’INLUCE produce della durata di poco superiore ai due minuti è datato 26 agosto 1932. Si tratta dell’edizione estiva del carnevale. La produzione è della RCA Photophone. Nel fondo Giacomo Paulucci di Calboli (presidente del Luce dal 1934 al 1940), presente nell’Archivio di stato di Forlì, c’è un elenco delle spese sostenute dall’Istituto, datato 1933, per le convenzioni sulla produzione sonora sia con la Fox Movietone che con la RCA Photophone.

Archivio Storico Luce, Giornale Luce, Viareggio. Carnevale in piena estate, 26 agosto 1932.

Sia sul catalogo della Fox Movietone che su quello della Britsh Pathé non ci sono documenti filmici sul Carnevale di Viareggio del 1934.

Il terzo documentario del febbraio 1934, sonoro, di circa otto minuti, si compone di tre parti: la prima è della durata di due minuti e riguarda la ripresa all’aperto dell’orchestra e dei ballerini, anche bambini, che cantano la canzone dell’anno del carnevale. Si tratta della canzone Nel regno delle fate, scritta e musicata da Maria Teresa Marchionni, presente nelle immagini, mentre dirige.

Le altre due parti corrispondono ai due cinegiornali del febbraio 1934, usciti in modo consequenziale in sala, come dimostrano i due numeri progressivi 417 e 418. Tutti di produzione Fox Movietone. Quindi, da una unica ripresa sono stati tratti tre prodotti proiettati in sala.

Il 1934 vede, oltre le categorie tradizionali dei carri grandi, carri piccoli, le mascherate di gruppo e quelle isolate, la categoria dei carri dell’Opera nazionale Dopolavoro. Le cinque costruzioni che sfileranno sono simili ai carri piccoli e sono disegnate dall’OND di Arezzo, Firenze, Livorno, Lucca e Pisa. Il carro vincitore dell’edizione, categoria carri grandi, è intitolato Treno popolare, una rappresentazione satirica dei treni popolari dell’OND, a firma di Francesco Francesconi.

Archivio Storico Luce, Documentario Viareggio. Scene del carnevale 1934, Istituto Nazionale Luce, 1934

Archivio Storico Luce, Documentario Viareggio. Scene del carnevale 1934, Istituto Nazionale Luce, 1934

*Il presente contributo, con qualche integrazione, corrisponde all’intervento proposto al Convegno Il Carnevale: rito e festa tra storia e cultura, a cura della Fondazione Carnevale di Viareggio, con la collaborazione dell’AIPH (Associazione Italiana Public History) e del CISPH (Centro Interuniversitario per la ricerca e lo sviluppo della Public History), nella sessione pomeridiana Un carnevale di regime? Viareggio negli anni del fascismo, Viareggio, Villa Paolina, 23 febbraio 2024.


[1] L’indagine è stata presentata da Mariangela Palmieri dell’Università degli Studi di Salerno, durante il suo intervento Lo sguardo delle cineproduzioni straniere, nella sessione pomeridiana Un carnevale di regime? Viareggio negli anni del fascismo al Convegno Il Carnevale: rito e festa tra storia e cultura, Viareggio, Villa Paolina, 23 febbraio 2024.

Rispondi

Scopri di più da LUCE PER LA DIDATTICA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere