NUMERO 12. L’ULTIMO STUDIO D’ARTISTA DI VILLA STROHL FERN

di Francesca Longo e Assunta Porciani

Il mistero, la favola che Strohl Fern aveva saputo creare… è un po’ difficile, se uno non ne vede un esempio, capire… entravi in un parco fatato…

Così Donatella Trombadori apre il suo racconto su Villa Strohl Fern, nel video-documentario prodotto dall’Accademia di Belle Arti di Roma nell’A.A. 2022/’23, dedicato allo studio d’artista numero 12, studio con abitazione assegnato a suo padre, il pittore Francesco Trombadori (Siracusa 1886 – Roma 1961), dove lavorò e visse con la sua famiglia per trent’anni, dal 1931 fino alla sua scomparsa nel 1961, e di cui Donatella è ancora oggi affittuaria.

Lo studio n. 12 è oggi l’unico rimasto integro dei tanti che popolavano la Villa dalla fine dell’Ottocento, fatti costruire sulla sua proprietà dall’artista e facoltoso mecenate alsaziano Alfred Wilhelm Strohl Fern (Sainte Marie aux Mines, 1847-Roma, 1927), dimora di un grandissimo numero di artisti italiani e stranieri tra il 1882 e la seconda metà del XX secolo. Un parco di circa nove ettari, una lingua di terra, confinante con la linea terminale di Villa Borghese, a due passi da Piazza del Popolo.

Nell’arco di circa un secolo, anche dopo la morte di Strohl Fern, quando la Villa, per sua volontà testamentaria, passò in eredità allo Stato francese, negli atelier si alternarono moltissimi pittori, scultori, poeti, scrittori, ballerini, fotografi, italiani e stranieri. Nelle piccole e spartane case-studio, dotate di lucernario, date in affitto a buon prezzo, vi hanno vissuto e lavorato, un folto numero di artisti, lì residenti in molti casi anche con le loro famiglie tra cui: Luigi Serra, Giuseppe Lallich, Amedeo Bocchi, Umberto Moggioli, Attilio Selva, Renato Brozzi, Attilio Torresini, Arturo Martini, Cipriano Efisio Oppo, Deiva De Angelis, Nino Bertoletti e Pasquarosa, Francesco Trombadori, Virgilio Guidi, Gisberto Ceracchini, Ercole Drei, Carlo Levi, Francesco Coccia, Marcello Avenali, Lorenzo Guerrini.

Villa Strohl Fern è stata per anni la cittadella degli artisti a Roma, immersa in un giardino romantico e rigoglioso, con scorci suggestivi e reperti archeologici disseminati lungo i viali, inseriti tra finti elementi naturali.

Archivio Biblioteca Quadriennale di Roma, Fondo Ercole Drei, Villa Strohl Fern, lo studio dello scultore Ercole Drei negli anni Sessanta.

Le caratteristiche della Villa oggi sono molto cambiate. Dal 1957 è sede della scuola francese Chateaubriand e gli studi sono stati man mano trasformati in aule scolastiche, e anche l’assetto paesaggistico è stato modificato. I figli di Francesco Trombadori, Antonello e Donatella, fin dagli anni Settanta si sono impegnati per proteggerne e valorizzarne la memoria, il suo patrimonio storico, artistico, architettonico, archeologico, botanico e naturale. Con queste finalità, e con il sostegno di un gruppo di artisti e intellettuali, nel 1984 è stata costituita l’Associazione Amici di Villa Strohl Fern. Nel 1985, il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali ha emanato un vincolo sullo Studio numero 12, unitamente agli arredi, alle pubblicazioni, alle opere, all’archivio, e agli strumenti dell’arte pittorica in esso contenuti, facendo obbligo di conservare il tutto, compresa la destinazione d’uso. Negli anni Novanta, l’Associazione ha iniziato a riordinare il proprio archivio, composto dalle carte di Francesco Trombadori ma anche da materiale documentario relativo agli artisti che hanno avuto dimora nella Villa, promuovendo inoltre mostre e pubblicando monografie e cataloghi.

Oggi lo Studio è visitabile su appuntamento ed è la stessa Donatella Trombadori, dal 1993 presidente dell’Associazione, ad accogliere gli ospiti, a farli andare indietro di un secolo e a restituire loro frammenti di un vissuto straordinario e quasi incredibile. Un’esperienza, quella della visita, da non mancare.

Donatella Trombadori nello Studio n. 12, Foto di Chiara Canova.

Così come ci è sembrato importante che l’Accademia di Belle arti di Roma non mancasse l’opportunità di raccogliere la testimonianza di Donatella Trombadori, accompagnata da quella di Giovanna Caterina de Feo, responsabile degli archivi di Villa Strohl Fern, e di riprendere i loro racconti all’interno dello Studio numero 12 per farne un documentario che potesse far conoscere anche ai più giovani una storia importante, affinché possano diventarne loro stessi testimoni.

Lo abbiamo fatto con gli studenti dei corsi di Comunicazione e valorizzazione dei beni archivistici e di Valorizzazione dei beni architettonici e paesaggistici della Scuola di Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo in connessione con gli studenti del Laboratorio audiovisivo Controcampo della Scuola di Cinema, Fotografia, Audiovisivo, innestando la realizzazione del video-documentario nel più ampio progetto Memorie, nato con l’obiettivo di rendere note “storie dell’arte” meno conosciute.

Archivio Storico Luce, Fondo VEDO, Carlo Levi nello studio di Villa Strohl Fern nel 1955.

L’Associazione Amici di Villa Strohl Fern ha aderito pienamente e con generosità alla proposta di partecipare a un progetto didattico dell’Accademia di Belle Arti che avesse come soggetto la storia della Villa e dello Studio numero 12.

Fin da subito è stata chiesta anche la collaborazione dell’Archivio Luce Cinecittà, intuendo che nel suo straordinario patrimonio fossero conservate rare fonti visive su Villa Strohl Fern.

Gli studenti si sono appassionati, sia per la tematica, la storia della Villa è stata per loro una scoperta importante, sia per l’interdisciplinarietà del progetto, tramite cui hanno potuto acquisire competenze trasversali riguardanti sia il trattamento di contenuti sia la realizzazione di un prodotto audiovisivo, in tutti i suoi aspetti, finalizzato alla comunicazione e alla valorizzazione di una realtà poco nota ma così importante.

Hanno condotto ricerche, hanno pianificato tempistiche e scalette e si sono incontrati e confrontati tra scuole che sviluppano competenze diverse. Hanno ascoltato i racconti di Giovanna Caterina de Feo, che ha tenuto una lezione in Accademia, e hanno visitato più volte lo Studio n. 12, incontrando Donatella Trombadori e restando affascinati dal luogo, dalla sua persona e dalle sue meravigliose narrazioni sulla vita in Villa, teatro di tanta storia artistica del Novecento.

Villa Strohl Fern, lo studio numero 12 di Francesco Trombadori.
Villa Strohl Fern, lo studio numero 12 di Francesco Trombadori.

L’Accademia di via Ripetta è a due passi da Villa Strohl Fern. Si arriva a piazza del Popolo, si attraversa piazzale Flaminio, si cammina ancora per qualche centinaio di metri e si imbocca via di Villa Ruffo, una stradina un po’ nascosta che sale, a sinistra dei Propilei neoclassici di Villa Borghese. Già a quel punto è un’altra Roma, inizia l’incanto. Dal numero 31 si accede a Villa Strohl Fern. Un luogo che abbiamo raggiunto a piedi più volte, studenti e docenti insieme, nei giorni di primavera. Lì, abbiamo potuto avere accesso a tutti gli ambienti dello Studio e anche agli archivi, ai documenti che testimoniano la carriera artistica di Francesco Trombadori e ai materiali sugli artisti che hanno vissuto nella Villa, raccolti e messi insieme a partire dagli anni Ottanta. Si è potuto visionare il patrimonio di quadri, sculture, manufatti, ascoltando racconti connessi a ogni singolo pezzo. Il 6 maggio 2023 è stato il giorno delle riprese video degli ambienti e delle interviste a Donatella e Giovanna. Si era in tanti, tra gli studenti di Comunicazione e di Video. Sono seguiti i tempi del montaggio e delle revisioni. E si è arrivati quindi alla stesura definitiva, con l’innesto anche di materiali fotografici e audiovisivi provenienti dall’Archivio Luce, costituiti da un nucleo di fotografie di artisti ritratti al lavoro nei loro studi conservate nel Fondo VEDO (Archivio Storico Luce) e da un cinegiornale Luce del 1940, girato dopo la dichiarazione di guerra del 10 giugno, nel momento in cui la Villa era stata sequestrata allo Stato francese, a cui venne restituita nel l947, dopo la fine del conflitto mondiale.

Bibliografia essenziale

  • Antonello Trombadori, Villa Strohl Fern, in «Strenna dei Romanisti», anno XLIII, 21 aprile 1982, Roma, Editrice Roma Amor 1980, 1982, pp. 530-543.
  • Lucia Stefanelli Torossi (a cura di), Gli artisti di Villa Strohl Fern tra simbolismo e Novecento, presentazione di Antonello Trombadori, Catalogo della mostra, Galleria Arco Farnese, Roma, 28 aprile-10 giugno 1983, Roma, De Luca Editore, 1983.
  • Donatella Trombadori e Giovanna Caterina de Feo (a cura di), Francesco Trombadori. Lo studio, Roma, Stampa Aurelia 72, 2001.
  • Villa Strohl Fern ieri, Villa Strohl Fern oggi, Quaderno Associazione Amici di Villa Strohl Fern, n. 1, settembre 2003.
  • Giovanna Caterina de Feo (a cura di), Alfred Wilhelm Strohl Fern, Atti del convegno Alfred Wilhelm Strohl e la Fondazione Gleyre, Istituto Svizzero, Roma, 28 novembre 2007, Vetralla, Davide Ghaleb Editore, 2010.
  • Artisti a Villa Strohl Fern luogo d’arte e di incontri a Roma tra il 1880 e il 1956, Catalogo della mostra, Musei di Villa Torlonia – Casino dei Principi, Roma, 21 marzo-17 giugno 2012, Roma, Gangemi Editore, 2012.

Francesca Longo

Docente all’Accademia di Belle Arti di Roma cattedra di Beni culturali e ambientali ha una lunga e articolata esperienza nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale di cui si occupa dal 1998 attraverso l’ideazione e la realizzazione di progetti, eventi, esposizioni, studi e ricerche in ambito pubblico e privato. Docente presso le Scuole di specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università della Tuscia dal 2001 al 2008 e di Macerata dal 2008 al 2018 fa parte della Lista di esperti della FSP Fondazione Scuola del Patrimonio del MIC.  Tra il 2001 e il 2005 ha collaborato con l’Associazione per l’Economia della Cultura, ECCOM – Idee per la cultura, Istituto Luigi Sturzo, Federculture, Sudgest, IZI. Dal 2008 al 2016 Project Manager per Coopculture ha lavorato al Comune di Roma – Dipartimento Politiche economiche e dello sviluppo (2003-04), Gabinetto del Sindaco (2006-08), Assessorato alla Cultura e al Turismo (2014-16) e alla Regione Lazio – Segreteria della Presidenza della (2005-06). Dal 2017 dirige lo spazio progettuale indipendente Chiaroscuro arte contemporanea.

Assunta Porciani

Dal 2002 è responsabile dell’Archivio Biblioteca della Quadriennale di Roma, centro di documentazione e ricerca sull’arte italiana del XX e XXI secolo, per cui ha curato e coordinato l’inventariazione, la progettazione del sistema informativo, la catalogazione del patrimonio librario in SBN, le nuove acquisizioni, le mostre documentarie e un primo censimento territoriale di archivi privati d’arte. Dal 2019 al 2022 è stata docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone e dal 2023 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. In precedenza, ha collaborato, come archivista freelance, con istituzioni pubbliche e private tra cui: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Archivio Alighiero Boetti, Camera di Commercio di Roma, Archivio Centrale dello Stato, Soprintendenza Archivistica per il Lazio.

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