“Gli 80 anni di Cinecittà”. Istituto Luce Cinecittà al Salone internazionale del Libro di Torino.

Il libro dei sogni di Federico Fellini a cura di Tullio Kezich (per gentile concessione di Alessandra Levantesi Kezich)

Nel 2003 viene pubblicato tra le Testimonianze della Enciclopedia del Cinema Treccani un saggio a firma di Tullio Kezich dal titolo “Il mito di Cinecittà” di cui riprendiamo qualche interessante stralcio:

…” Nel libro Fare un film (1980) il regista racconta la sua prima andata a Cinecittà quando “lassù, a più di mille metri, su una poltrona Frau saldamente avvitata alla piattaforma della gru, con i gambali di cuoio scintillanti, un foulard al collo di seta indiana, un elmo in testa e tre megafoni, quattro microfoni e una ventina di fischietti appesi al collo c’era un uomo: era lui, era il regista, era Blasetti” (p. 44). Più volte ripreso con variazioni (a volte Fellini asseriva di essere andato a Cinecittà per bidonare il divo Osvaldo Valenti proponendogli l’acquisto di un brillante falso), il racconto verrà poi sceneggiato nel film Intervista (1987) che è un vero e proprio omaggio alla città del cinema dal passato al presente. Fellini è venuto sempre accentuando un rapporto viscerale con gli stabilimenti di via Tuscolana, dove nel corso di oltre trent’anni si è impegnato in puntigliose e affascinanti ricostruzioni. Per nominarne solo alcune: il marciapiede di via Veneto con le macchine in transito davanti ai tavolini del Café de Paris per La dolce vita (1960); il panorama fantarcheologico di Fellini Satyricon (1969), per il quale film il regista si sistemò in un appartamento dentro Cinecittà facendo casa e bottega; il raccordo anulare di Roma (1972); un intero quartiere di Rimini e il profilo della motonave Rex per Amarcord (1973); la Venezia settecentesca per Il Casanova di Federico Fellini (1976); il transatlantico di E la nave va (1983); il megastudio televisivo di Ginger e Fred (1986). Si arriva così al triste novembre 1993 quando nel Teatro 5 fu allestita la camera ardente del maestro, con due carabinieri in alta tenuta che montavano la guardia al feretro e l’immenso telone con il cielo azzurro come sfondo, meta dell’affettuoso pellegrinaggio di una folla calcolata in oltre ventimila persone”.

In occasione del Salone del Libro, Istituto Luce Cinecittà presenteranno per commemorare l’anniversario due documentari confezionati a confanetto con pubblicazioni: “Cinecittà Babilonia” di Marco Spagnoli e “L’arma più forte” di Vanni Gandolfo e testo di Valeria Della Valle. Vi aspettiamo al nostro stand il 18 maggio alle 12 per L’arma più forte e alle 15 per Cinecittà Babilionia.

 

 

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