di Andrea Scappa
È stata inaugurata sabato 29 settembre, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2024, la mostra Le vie della seta artificiale. Dalla Supertessile alla SNIA Viscosa: lo stabilimento, il quartiere, le persone, realizzata dall’Archivio di Stato di Rieti, in collaborazione con l’Archivio Storico Luce.
Il percorso espositivo presenta principalmente tre tipologie documentali provenienti dal fondo della SNIA Viscosa, custodito presso l’Istituto reatino. In primo luogo i progetti su carta da lucido, relativi alle varie strutture dell’azienda, ai macchinari e agli edifici dell’attiguo villaggio operaio, che sono stati oggetto di recenti interventi conservativi da parte del Laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato di Rieti.
Secondariamente le lastre fotografiche, presenti in mostra con stampe da riproduzione digitale, che documentano in larga parte la costruzione di quella specifica area industriale e civile, tra il 1925 e il 1928, poco fuori dalle mure del centro storico della città. Il terzo tipo di fonti esposte ha a che fare invece con la documentazione contenuta nei fascicoli del personale. A questo si aggiungono le foto sulla sede reatina dell’Archivio della SNIA di Torviscosa, messe a disposizione dalla Fondazione Bracco (Bracco-Spin).
Tre sono anche le sezioni della mostra, che in un’immaginaria passeggiata conducono dal quartiere di Madonna del Cuore fino all’interno dello stabilimento affacciato su viale Maraini, partendo dalle premesse che portarono la Società Generale Italiana della Viscosa a scegliere Rieti nel 1924, dopo aver impiantato uno stabilimento a Roma. In mezzo, le storie dei dipendenti emergono tra i tesserini timbrati, i provvedimenti disciplinari, i ganci per appendere le biciclette e i mancati dispositivi di sicurezza sul lavoro.

L’immagine scelta per promuovere la mostra si riferisce ad una delle centrali elettriche che alimentavano la fabbrica, la più grande. Una sorta di centro, di cuore pulsante, in cui gli edifici vengono illuminati da una serie di colori. Colori da cui partono sentieri reali e metaforici che la mostra ha scelto di indagare. L’azzurro rimanda al fiume Cantaro, le cui acque, necessarie per il funzionamento della fabbrica, furono convogliate, con la soppressione di due mulini di proprietà pubblica, e concesse gratuitamente dal Comune di Rieti. L’arancione, il colore del liquido della viscosa, insegue la filiera produttiva: dalla materia prima, che arriva allo stabilimento attraverso il raccordo ferroviario con la stazione di Rieti, al filo pronto per diventare abito. Mentre il verde evoca la linfa dell’azienda, i lavoratori reatini e quelli che arrivarono da tutta Italia.
Nel contesto della mostra, dialogando con quanto esposto nelle bacheche, si inserisce l’esito della quarta edizione de L’Officina di Didattica Luce in Sabina, progetto didattico dell’Archivio Luce e dell’Archivio di Stato di Rieti, che nell’anno scolastico 2023/24 ha coinvolto la classe V SA del Liceo scientifico opzione scienze applicate, IIS “C. Rosatelli” di Rieti.
Gli studenti e le studentesse, che frequentano quotidianamente il quartiere (l’edificio della scuola infatti nasce come convitto per gli operai), sono stati protagonisti di un laboratorio di approfondimento storico e di riuso critico e creativo sull’Archivio della Snia Viscosa di Rieti. Hanno studiato le principali pubblicazioni sull’argomento e ricostruito il processo di produzione, usando anche il documentario Sette canne, un vestito (1948) dell’esordiente Michelangelo Antonioni. Hanno anche incrociato planimetrie degli anni Venti e Cinquanta con Google Maps e con i risultati della loro esplorazione fotografica.

I contenuti prodotti sono stati elaborati ed organizzati in tre pannelli didattici. Così, al centro della sala mostre prende posto una mappa, fruibile a 360 gradi, che consente al visitatore di riabitare alcuni spazi della Supertessile (azienda e quartiere) attraverso fotografie, in larga parte degli anni Trenta. Dalla sala del dopolavoro con la mensa si passa al reparto Aspatura, dalle vasche con gli acidi si giunge agli spacci aziendali, dal teatrino nel convitto femminile si può volare al campo da calcio, dove giocava la squadra dello stabilimento.

Uscendo dalla sala, due pannelli si guardano. Il primo offre al pubblico su una linea temporale, che si sviluppa dal 1924 al 1968, gli snodi più significativi della storia dell’azienda. Un lungo tragitto, caratterizzato dai tre passaggi societari (Supertessile-CISA Viscosa-SNIA Viscosa), vede l’avvicendarsi di fioriture e ammodernamenti, ma anche di rallentamenti ed arresti, come la sospensione dell’attività per quasi tre anni durante la seconda guerra mondiale e la cassaintegrazione e i licenziamenti che progressivamente minano le fondamenta della produzione.

L’altro pannello, quello a cui rivolgere l’ultimo sguardo prima di terminare la visita, costringe ad uscire da Rieti. Una cartina dell’Italia si accende in corrispondenza di cinque città che sono state importanti sedi della SNIA. Una parte della memoria degli stabilimenti di Roma, Napoli, Torino, Torviscosa, Padova e Cesano Maderno può essere rivissuta grazie al patrimonio dell’Archivio Luce. Infatti, inquadrando un qrcode, il visitatore ha l’opportunità di vedere servizi fotografici o filmati inerenti visite ufficiali, momenti ricreativi, inaugurazioni, frammenti di esistenze fuori e dentro la fabbrica.
La mostra, ad ingresso gratuito, è visitabile fino al 31 dicembre 2024, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 14.30. In caso di visite di gruppo è necessario contattare preventivamente l’Archivio di Stato di Rieti, tramite email all’indirizzo as-ri@cultura.gov.it
Si pre-annuncia un percorso intimo di vita vissuta, sicuramente emozionante. Spero di poter visitare l’esposizione quanto prima. Grazie per la proposta.