I parchi di Roma: Villa Borghese, luogo del cuore.

La riflessione generale sul tempo, sulla qualità della nostra vita, sulla gestione del lavoro e degli affetti, sulla capacità di reinventare i tempi del nostro quotidiano, chiusi nelle nostre abitazioni, credo siano i temi che il terribile COVID 19 ci costringe a prendere in esame.

Per tutto questo, in tempi di smart-working, la mia riflessione sul vivere quotidiano, passa per il lavoro che mi appartiene di più e che ha dato una svolta alla mia professionalità: la catalogazione del materiale audiovisivo dell’Archivio storico Luce.

L’approfondimento, dato il momento, passa per i luoghi all’aperto, così amati e frequentati dalle persone di quel tempo ed ancora oggi. Questo tempo sospeso deve aiutarci ad apprezzarli ancora di più e a proteggerli ancora meglio.

Il primo parco, in ordine di occorrenze nella documentazione dell’Archivio, non può che essere Villa Borghese. Un luogo a forma di cuore, come ci racconta la cartina del Comune di Roma, e davvero nel cuore di chiunque, residenti e non, conosca o voglia conoscere Roma.

Nei primi anni del Seicento, le vigne situate fuori da Porta Pinciana vengono accorpate dal nuovo proprietario, il cardinale Scipione Caffarelli Borghese. La maestosa Villa Borghese verrà realizzata tra il 1606 ed il 1633, anno della morte del cardinale. Gli architetti incaricati furono Flaminio Ponzio e Giovanni Vasanzio, forma italianizzata dell’olandese Jan van Santen, per la realizzazione del Casino Nobile, oggi sede della Galleria Borghese.
Il Cardinale non vi risedette mai, per lui era il luogo per accogliere e divertire i suoi ospiti. I primi inquilini furono Camillo Borghese e sua moglie Paolina Bonaparte.

9 luglio 1931 Henry Lewis Stimson, segretario di stato americano, visita la Galleria Borghese. Foto Luce reparto attualità

Il Casino Nobile, sede delle opere di maggior pregio della collezione, era caratterizzato da prospetti talmente ricchi di decorazioni scultoree da subire critiche per l’eccessiva ridondanza. Accanto ad esso vi erano gli edifici minori, le numerose fontane, e un parco raffinatissimo diviso in “pars urbana” e “pars rustica”, caratterizzato dall’accostamento di giardini raffinati e organizzati secondo schemi formali e geometrici alle vaste estensioni della campagna destinate alla caccia dall’assetto rustico e naturale. La vasta area, che raggiunse gli ottanta ettari, era infatti divisa in tre parti distinte, delimitate da recinzioni in muratura e accessibili mediante portali o cancelli, denominate, nelle descrizioni dell’epoca, “recinti”. Il primo recinto corrispondeva alla porzione di parco di fronte al Casino Nobile, il secondo corrispondeva all’attuale Parco dei Daini; il terzo, chiamato Barco, comprendeva tutta la rimanente area da Piazza di Siena fino alla vasta estensione oggi occupata dal Bioparco.

Il principe Marcantonio Borghese realizzò diverse trasformazioni che interessarono il Casino Nobile, il Casino dei Giochi d’Acqua (Aranciera) e soprattutto il Parco.
L’intervento di maggiore rilievo fu la realizzazione del Giardino del Lago, nella zona denominata “piano dei licini” (lecci) e  di piazza di Siena nell’area occupata dalla grande ragnaia seicentesca. Marcantonio si avvalse dell’opera degli architetti Antonio e Mario Asprucci e di numerosi artisti, giardinieri, paesaggisti.

Camillo Borghese successe al padre Marcantonio IV. Furono realizzati molti ampliamenti alla proprietà che si concretizzarono con diverse acquisizioni operate dal fratello Francesco, successo alla sua morte: Villa Giustiniani verso Porta del Popolo, sede successivamente dell’Istituto internazionale di Agraria e poi prima sede della FAO, tanto che la biblioteca dell’attuale FAO porta il nome di David Lubin Memorial Library (una bellissima ricerca  di post dottorato realizzata da Niccolò Mignemi, che ci ha coinvolto), Villetta Doria, oggi galoppatoio, e Villa Manfroni, oggi Casa del Cinema verso Porta Pinciana.

L’architetto Luigi Canina arricchì la Villa di numerose fabbriche di ispirazione eclettica e neoclassiche.
Nel secolo XIX la Villa comincia ad acquisire la sua natura “di luogo pubblico” con la realizzazione di molti spettacoli e manifestazioni, come ci testimoniano quadri ed incisioni: l’ascensione aerostatica a piazza di Siena, e feste popolari, con canti e balli. I Borghese aprirono la Villa per il passeggio festivo ed anche ad ingressi a pagamento per diversi svaghi come: un piccolo serraglio al Giardino del Lago, il velodromo a piazza di Siena, gite in barca sul lago, tiro al piccione al Parco dei Daini, un ristorante al Casino dell’Orologio e latte e panna con cialde alla Casina delle Rose, allora adibita a Vaccheria.

Dopo l’Unità di Italia, si apre un lunghissimo contenzioso tra la famiglia Borghese e lo Stato Italiano che troverà soluzione nel 1901 con l’acquisizione da parte dello Stato della Villa per 3 milioni di lire. Si salverà dalla speculazione edilizia, cosa che non accadrà a Villa Ludovisi.

Il Casino Nobile e la prestigiosa collezione di opere d’arte rimarranno di proprietà statale, mentre il Parco e gli altri edifici saranno ceduti al Comune di Roma.  Il 7 novembre 1902 la Villa fu aperta al pubblico.

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Nel fare la selezione dei materiali audiovisivi del patrimonio Luce ho volutamente escluso quelli legati alla propaganda fascista. La Villa fu sede di molte manifestazioni durante il Ventennio, che troverete disponibili sul nostro sito e sul nostro canale youtube.

Quello che mi interessava mettere in evidenza era il legame affettivo e il desiderio di vivere la Villa in tutti gli aspetti ludici della vita quotidiana di allora, che ancora oggi ci appartengono.

 

Si ringrazia il sito ROMA2PASS della Associazione AMUSE amici del municipio II per le informazioni citate in corsivo dall’articolo Villa Borghese. Descrizione.

 

 

 

 

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