Danilo Donati, un italiano da Oscar.

E’ uscito in libreria “L’Italia agli Oscar, racconto di un cronista” a cura di Vincenzo Mollica e Steve della Casa, editore Luce Cinecittà ed Edizione Sabine.

Vincenzo Mollica racconta i suoi Oscar, quelli vissuti da reporter della RAI. Il primo per lui è stato “Nuovo cinema paradiso”. Il libro inizia con un breve excursus nel passato, in particolare sui premi vinti da Federico Fellini.

Mollica, con sapiente maestria, ci narra tutti i film italiani che vinsero l’ambito riconoscimento, ma anche tutti gli italiani che hanno vinto il premio. Un lungo straordinario percorso che, come scrive Mollica: “Il premio Oscar è l’altare maggiore di quella immensa cattedrale che è il cinema”.
Tra tutti questi nomi, l’elenco è lungo e ricco di ricordi, ho scelto Danilo Donati.

Danilo Donati è stato uno scenografo e costumista italiano. Ha vinto nel 1969 l’Oscar per i migliori costumi con il film di Franco Zeffirelli “Romeo e Giulietta” e nel 1977 per i migliori costumi con il film di Federico Fellini “Casanova”. Il biografico Treccani scrive di lui:“Ha portato nel cinema la sua fantasia di pittore dalla vena barocca, capace di trasfigurare la realtà tanto nel panorama surreale di Federico Fellini quanto nell’orizzonte realista di Luchino Visconti e nell’universo immaginativo di Pier Paolo Pasolini, muovendosi fra teatro, cinema e televisione”.

Nel libro, all’articolo Il grande appello dove sono elencati i molti famosi italiani, Vincenzo Mollica racconta così Danilo Donati:”Donati era soprattutto un pittore, amava lavorare da solo, nel proprio studio, non era proprio il tipo capace di volare dall’altra parte del mondo per ritirare un premio. Tra gli scenografi che ho conosciuto Danilo era certamente il più pittorico di tutti. Infatti il suo rapporto con Federico Fellini era praticamente simbiotico: Danilo dava vita alle visioni che Federico voleva trasportare in modo decisamente figurativo nei suoi film.”

Moltissimi i film in cui Donati ha contribuito con il suo lavoro. Una lunga lista di straordinari titoli e registi.
Tra tutte le foto dei titoli famosi presenti nel grande patrimonio dell’Archivio Storico Luce, ho scelto il film “Adua e le sue compagne” per la regia di Antonio Pietrangeli. Un grande cast per un tema di grandissima attenzione all’indomani della Legge Merlin – sono appena trascorsi due anni dalla legge – che chiudeva le case d’appuntamento: Simone Signoret, Marcello Mastroianni, Emanuelle Riva, Sandra Milo, Gina Rovere, Claudio Gora. Siamo nel 1960. Un nuovo decennio si sta aprendo. Il decennio dei grandi cambiamenti.
Adua, Lolita, Milly e Marilina sono quattro prostitute che decidono di aprire una trattoria fuori città. Ed il nuovo lavoro funziona, ma la società è inesorabile. Nessuno può fuggire dal proprio passato.
Un neorealismo tardivo, luci ed ombre di una realtà che con la legge non ha dato le vere risposte a donne che saranno abbandonate al loro destino. Il film sembra preparare quello che nel 1965 sarà “Io la conoscevo bene”, il miglior film a firma di Antonio Pietrangeli: dalla denuncia all’accusa.
Adua e le sue compagne è un film di denuncia civile, molto amara, dell’Italia del boom economico. Non ci sarà per loro alcun miracolo italiano.

 

 

 

 

 

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