LabOr – il laboratorio di storia orale

Un progetto per raccogliere e valorizzare una memoria “delicata” come quella orale, che si avvale dell’esperienza di professionisti nel settore della comunicazione e di studiosi che adottano un approccio di carattere interdisciplinare applicando metodologie proprie delle scienze storiche, delle scienze sociali e delle scienze ambientali.

Si è sviluppata con questo intento l’esperienza di ricerca e di formazione del Laboratorio di Storia Orale del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova presentata presso la Casa della Cultura (Villa De Sanctis) in occasione delle giornate di studio organizzate dalla Scuola Popolare di Tor Pignattara, lEcomuseo Casilino Ad Duas Lauros e l’Associazione Culturale Thamus, Ricercare per Ricordare.

Il progetto LabOr, costituito nel 2002 presso il DiSSGeA di Padova, realizza studi di natura ambientale, socio-economica, politica e culturale che si avvalgono principalmente di testimonianze orali.

“La storia orale – spiega Elisabetta Novello dell’Università di Padova – ha sempre avuto qualche difficoltà nell’affermarsi tra gli storici. Il progetto ha iniziato a prendere forma quando sono iniziati gli studi sulla storia d’impresa presso il nostro dipartimento. Spesso le aziende non hanno archivi cartacei e quindi abbiamo deciso di raccogliere le testimonianze orali di chi era legato a determinate imprese. E’ in questa occasione che nasce il laboratorio”.

Il laboratorio è aperto a tutti gli studiosi o associazioni che lavorano in questo campo e che possono avvalersi, tramite il portare www.lab-or.it , del ricchissimo materiale messo a disposizione.

“E’ un progetto – dice Andrea Colbacchini ricercatore dell’Università di Padova – che permette agli studiosi di realizzare delle video-interviste non solo interessanti ma anche “esteticamente” belle così da poterle far circolare più semplicemente”. Gli insegniamo anche le basi del montaggio al fine di realizzare un documentario completo”.

Spesso, le testimonianze degli intervistati fanno emergere informazioni di difficile reperimento, così come la dimensione auto-rappresentativa dei soggetti e la loro percezione della realtà.

“Per questo motivo – ha concluso Stefania Ficacci ricercatrice dell’Università di Padova – è importante fornire anche gli strumenti tecnici basilare al fine di raccogliere al meglio una fonte che sia fruibile non solo al ricercatore ma anche a chi non la conosce e vuole usarla come fonte storica. Spesso la fonte orale rimane “chiusa” nei file sul computer di casa o dell’ufficio, in questo caso come si può chiamarla tale se gli altri non vi hanno accesso?”.

I progetti portati avanti, che prevedono la produzione di una serie di interviste condotte secondo la metodologia scientifica propria della Storia orale, rientrano in molteplici campi di ricerca: ambiente e paesaggi; migrazioni e identità: culture e tradizioni; economie e lavoro; politiche e società; centri e periferie; imprese e innovazione; conflitti.

Inoltre, LabOr, mette a disposizione il proprio portale al fine di fornire visibilità agli studi e alle raccolte di memorie realizzati da enti culturali e di ricerca esterni.

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