Dall’acquitrino alle giornate di Littoria: un cine-giornale lungo come un documentario di Patrizia Cacciani

Nell’ambito delle attività dell’Ufficio studi dell’Archivio storico Luce c’è la responsabilità di diffondere il patrimonio Unesco, iscritto al registro Memory of the World nel 2013, con il fondo cinegiornali e fotografie dell’Istituto Nazionale Luce, nelle scuole e nelle università. Se poi la valorizzazione trova rispondenza in un progetto didattico che riceve anche il sostegno del bando MIUR MIBACT Cinema e Scuola, buone pratiche, festival e rassegne nel 2019, riteniamo di aver raggiunto un importante traguardo.

Il progetto Agro sonoro, note e scene da un territorio, è stato presentato da Istituto Luce Cinecittà, Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino e dalla Associazione Culturale Il sandalo.

Il progetto sarà la realizzazione di una rassegna audiovisiva di filmati e fotografie storiche, del patrimonio di Istituto Luce Cinecittà e del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, con commenti musicali eseguiti dal vivo dagli studenti di scuole primarie e secondarie residenti nella provincia di Latina, con evento mirato: per le scuole elementari si tratterà di suggestioni create con semplici strumenti percussivi e con oggetti di uso comune utilizzati in modo differente (come i rumoristi del cinema) ; per le scuole medie i suoni saranno prodotti con strumenti della cultura popolare (tamburi a cornice, castagnette, flauti dolci), attraverso la riscoperta della tradizione musicale della zona pontina e lepina nel corso del tempo; per quanto concerne il Liceo Statale Musicale A. Manzoni di Latina, la musica si baserà sulla varietà organologica già presente nel corso di studi, attraverso la quale si potrà dar vita alla composizione e all’interpretazione di una vera e propria colonna sonora.

Il tempo sospeso del COVID 19, se da un lato ci ha impedito di avviare i laboratori didattici con le scuole elementari degli Istituti comprensivi Volta e Cena di Latina, e Chiominto di Cori, ed il Liceo statale musicale Manzoni di Latina, dall’altro ci consegna la maggiore responsabilità nel formare una cultura audiovisuale tra gli studenti e i docenti.

Il gruppo di lavoro ha quindi deciso di usare questi mesi conclusivi dell’anno scolastico 2019-2020 per proporre, non solo alle scuole aderenti al progetto, lo studio e l’analisi dei materiali e delle metodologie che saranno messe a loro disposizione nei laboratori che saranno realizzati nell’anno scolastico prossimo.

Tra i materiali filmici del patrimonio Luce, afferenti ai fondi iscritti al MoW Unesco, che raccontano la bonifica integrale dell’Agro Pontino, c’è il cine-giornale Luce del dicembre 1933 numero B0391 dal titolo Dall’acquitrino alle giornate di Littoria: numero unico, della durata di un mediometraggio, con colonna sonora musicale e in presa diretta, in particolare nel finale il discorso di Mussolini in visita per l’inaugurazione di Littoria.

La prima singolarità che immediatamente si nota di questo giornale Luce è il titolo: Dall’acquitrino alle giornate di Littoria. Gli altri giornali dello stesso periodo hanno come apertura un titolo geografico e/o una breve sintesi dell’evento che vanno a raccontare. Muti sino alla fine del 1931, sonori in presa diretta ad inizio del 1932, proposero al fruitore che li poteva vedere nella sala cinematografica, didascalie di corredo e mai un vero titolo proprio. In realtà si tratta di un documentario che viene distribuito come giornale Luce. Ciò vuol dire che avrebbe avuto una diffusione capillare, attraverso sale cinematografiche, cinemobili e cattedre ambulanti: una potente distribuzione che si fa cassa di risonanza.

Il documentario si apre con una lunga soggettiva sulle acque stagnanti della palude pontina introdotta da un breve montaggio: sulle lestre, sui campi incolti, sugli alberi alla deriva, commentata da una musica lentissima, che dà un senso profondo di tristezza, interrotta solo dai versi di animali, in particolare rane. Un vuoto incolmabile, appena riempito dalla presenza di un cacciatore, accompagnato dal suo bracco, che cammina affondando i piedi nel fango melmoso. Come in una fiction il cacciatore prende la mira, spara, il cane corre nell’acqua per riportare la preda. Primo piano sul volto di un uomo, fa parte di un gruppo di butteri a cavallo nella palude. Gli stessi butteri che governano le bufale al pascolo. In presa diretta le voci e i fischi degli uomini.

Cambio scena: un gruppo di macchiaroli con pale e seghe che disboscano la palude. Primissimo piano sulle mani attente al lavoro e la fatica dolorosa del compierlo. Volti e corpi che sembrano aver preso forma da un film neorealista. Abiti stracciati, barbe lunghe, sguardi segnati ed affaticati. Si scaldano intorno ad un fuoco improvvisato e il commento sonoro si trasforma in una canzone dialettale per un coro maschile.

Improvvisamente la scena dolorosa si trasforma, siamo arrivati a circa cinque minuti del documentario. E’ l’alba di un nuovo giorno ed il sole che appare è il fascio littorio che si staglia al centro dell’inquadratura sopra le nuvole. Il commento sonoro cambia: ora è incalzante e argentino.

Piedi  nudi si amalgamano con la vanga che affonda nel fango. Un gruppo di operai sta liberando un canale. L’operatore riprende dall’alto i manipoli di operai che lavorano per la sistemazione idraulica della palude.

Da un vuoto abissale ad un pieno energetico. Proprio come era accaduto tra la bonificazione pontina e la bonifica integrale dell’Agro Pontino: dal nomadismo stagionale all’appoderamento, dalla transumanza alla coltivazione intensiva, dal disboscamento della palude al cambiamento idrologico e alla trasformazione viaria, dalle lestre alla colonizzazione delle terre. L’Opera nazionale Combattenti aveva avviato la strada, ma con pochi mezzi e risorse scarse e frammentarie. Mussolini ed il pnf ne fanno una delle azioni di punta della politica sociale, agricola e di propaganda anche verso l’estero.

Le immagini del giornale Luce continuano introducendo imponenti mezzi e strumenti tecnici per la bonificazione: gru, ruspe, carrelli, trattori, decauville. Una lunga fila di trattori a cherosene con i motori al massimo mentre fischiano e fumano. La cinepresa riprende da destra verso sinistra la lunga fila. Possenti vangatrici dissodano il terreno, ruote motrici e turbine in attività, grandi aratri tagliano la terra. Forza e potenza per rendere la terra coltivabile. La grande mobilitazione.

Panoramica dell’edificio fondativo di Littoria. Operai dentro un profondo canale nel terreno, sono le fondamenta della piazza del Quadrato. Inquadrature da diverse angolature del palazzo della città con intorno le impalcature.  Il fermento di lavori nella grande piazza. Panoramica dall’alto di Littoria con le costruzioni che aumentano in modo significativo. Il Quadrato completato con tutti gli edifici, compreso il Palazzo del Municipio con la torre civica, che si staglia in alto e domina tutta la piana. Campi medi dei singoli edifici: la caserma GIL, la sede dell’Onmi, la Cattedrale di San Marco.

Panoramica a 180 gradi degli appoderamenti, la casa colonica con le mucche, un edificio dell’Opera nazionale Combattenti a Pontinia. Un volto femminile e giovane che con mani delicate intreccia rami flessibili per costruire staccionate. Una donna carica acqua per l’abbeveratoio delle bufale. Contadini stipano le fascine di legna per formare covoni. Mucche, asini, oche, campi arati. Le famiglie nei loro poderi. Il terreno produce grandi messi di grano. La battaglia del grano è vinta con la terra redenta della bonifica integrale dell’Agro Pontino.

Il documentario-giornale si chiude con uno stralcio del discorso di Mussolini in occasione dell’inaugurazione di Littoria dal balcone del palazzo della città. Le parole conclusive: “…devono guardare a questa torre che è un simbolo della potenza fascista. Guardarla in tutti i momenti perché convergendo a questa torre troveranno sempre un aiuto, un conforto, la giustizia.”

Analizzando scena dopo scena il soggetto si trovano scritti con il linguaggio cinematografico gli elementi della propaganda politica che il fascismo mise in campo attraverso la bonifica dell’Agro Pontino, non fine a se stessa, ma strumento di propaganda per la campagna politica, sociale ed economica rivolta a tutta la nazione e con uno sguardo fuori dai confini: il modello di riferimento per il risanamento igienico, il miglioramento economico ed il potenziamento demografico.

Tra gli enti fondanti dell’Istituto Nazionale Luce c’è l’Opera nazionale combattenti e l’importante figura di Valentino Orsolini Cencelli, commissario dell’ONC, all’interno del consiglio di amministrazione, dimostra come l’occhio del regime fosse considerato in continuità per la propaganda agricola. Già nel marzo 1926 venne costituita con decreto legislativo la Cinemateca agricola tra le strutture scientifiche che hanno la responsabilità della produzione documentaria di riferimento. Le figure e le istituzioni che vengono coinvolte sono una affermazione forte a sostegno del La battaglia del grano che era stata avviata nel 1925. Il film, che porta lo stesso titolo della campagna, fu il primo caso di collaborazione tra LUCE e ONC.

La cinemateca agricola interna al Luce trae le sue origini dalla Sezione Agraria Cerere, che era stata costituita nel 1919 proprio dall’ONC in collaborazione con la Società Montecatini. Solo nel settembre 1933 viene definitivamente assorbita dal servizio tecnico Luce di via Cernaia, perché sino ad allora aveva operato negli uffici romani della Montecatini. Il documentario-giornale Luce è del dicembre 1933.

La legge Serpieri, la bonifica integrale, viene emanata nel dicembre 1928. Tra il 1931 ed il 1933 il trasferimento degli operai per la realizzazione della bonifica cresce in modo esponenziale, come cresce la produzione Luce sul tema attraverso cinegiornali e documentari. Mussolini visita spesso i lavori, come i servizi dei cinegiornali testimoniano. Il Duce rappresenta lo stato che si fa, nell’Agro Pontino, costruttore di opere e coscienze *. La selezione di parti del discorso complessivo, con la frase conclusiva in particolare, a chiusura del documentario, ne è il punto di sintesi e di forza della propaganda messa in atto.

*si ringrazia la dottoressa Antonia Liguori per il libro Luce su Littoria 1924-1944, aspetti sociali della bonifica nell’Agro Pontino, edizioni Ali Pan associazione culturale.

 

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