Liceo Anneo Seneca – 3F concluso il primo anno del progetto scuola alternanza lavoro

Il primo anno di esperienza per la classe 3F del Liceo statale Lucio Anneo Seneca si è concluso dopo un totale di 60 ore di lavoro, di cui 24 svolte presso la sede dell’Istituto Luce Cinecittà.

L’obiettivo del progetto, condiviso con la professoressa Patrizia Scafella, docente di storia dell’arte, è la figura professionale di archivista di audiovisivi che tra gli strumenti di ricerca e valorizzazione utilizza il web.

Suddivisi in 6 gruppi hanno esplorato l’archivio fotografico del Luce sui seguenti temi: sport, scuola, lavoro femminile, tempo libero, feste in famiglia, moda. Nelle ore svolte in ufficio hanno compilato le schede di archiviazione per il materiale fotografico, sia Luce che quello raccolto in famiglia, e costruito l’analisi di confronto, storico sociale.

A scuola, ma non solo, hanno approfondito la ricerca, scritto saggi brevi individuali e di gruppo. Sono emerse storie di famiglie eterogenee: presenze ed assenze, tradizionali e non convenzionali, italiane e di altre nazionalità.

Nella Scheda di valutazione Seneca 2 sono compresi campi sul comportamento, l’impegno e l’interazione ( puntualità, decoro, rispetto, proposizione, partecipazione) e competenze (compiti di realtà e competenze). La classe ha risposto in maniera esemplare. Nessuna insufficienza.

Pubblichiamo il saggio più bello. Un lavoro di gruppo approfondito, una ricca analisi di contesto storico sociale, una scelta non casuale dei link di approfondimento. Interessante la domanda aperta, per nulla retorica nel contesto raccontato, che lascia spazio ad altri approfondimenti.

“Il lavoro femminile, un mondo ancora in evoluzione” a cura di Vittoria Barbato, Marco Gesuè e Genesis Russo.

AI giorno doggi le donne hanno la possibilità di integrarsi facilmente al mondo lavorativo; tuttavia, abbiamo ancora delle differenze rilevanti tra il lavoro femminile e quello maschile.

In questo articolo ci soffermeremo in particolar modo sull’evoluzione del lavoro femminile, a partire dagli anni ’40, durante i quali le donne erano costrette anche ad intraprendere attività tipicamente maschili come, ad esempio, lavori nelle fabbriche o nei magazzini, fino ai giorni nostri.

Sappiamo tutti che gli anni ’40 furono anni molto critici per tutti, in particolare per gli uomini, impegnati in guerra e costretti a partire in un “viaggio” spesso senza ritorno; per questo motivo le donne provvedevano a mandare avanti l’economia del Paese prendendo il posto dei propri mariti/padri nelle fabbriche, oltre che a svolgere i loro tradizionali impieghi.

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Ma come era realmente gestito e organizzato il lavoro in quegli anni? Analizzando le foto dell’epoca, possiamo affermare che le condizioni igieniche delle fabbriche erano precarie, era tutto molto sporco e caotico, ed anche la sicurezza non era delle migliori. Per quanto tutto ciò potesse all’epoca sembrare la normalità, in realtà guardandole oggi, possiamo notare differenze abbastanza rilevanti. Tra le foto esaminate, possiamo ad esempio citare la fabbrica Arrigoni, situata ad Izola. La fabbrica in questione produceva scatole di latta e ciò che ci ha colpito molto è stata la sicurezza, quasi del tutto assente, mentre invece dovrebbe essere una delle principali preoccupazioni visto che queste donne lavoravano senza nessuno tipo di protezione agli occhi ed alle mani ed inoltre su sedie scomode e pericolose.

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Queste giovani apprendiste erano anche ingannate dalle locandine pubblicitarie che venivano prodotte al fine di attrarle e condurle sulla via lavorativa; appariva infatti una donna impegnata al lavoro, tranquilla e rilassata, ma molto rigida, ed è questo che ci fa dedurre che non fosse una foto spontanea. Infine, i macchinari erano molto spesso coperti e messi in secondo piano.

Nonostante il lavoro in fabbrica fosse uno dei più pesanti, all’epoca molte donne svolgevano anche impieghi molto più leggeri e piacevoli, come potevano essere quello della sarta o della truccatrice. Abbiamo trovato ad esempio immagini dell’azienda tessile De Angeli-Frua che si occupava della lavorazione della juta, una fibra tessile naturale con la quale intendevano creare dei sacchi da confezionamento.

 

Come citato, possiamo prendere in considerazione infine anche il mestiere della truccatrice, lavoro utile nel mondo dello spettacolo e non solo, e di come si sia diffuso con il tempo. Guardando infatti le foto di una donna, impegnata a truccare Alberto Sordi per il film “Mio figlio Nerone”, abbiamo visto come siano sempre focalizzate unicamente sull’attore. Oggi invece questo mestiere è stato rivalutato tanto, e si è diffuso in particolare tra le ragazze più giovani; la foto che segue, più recente rispetto alla prima, coglie un momento di divertimento tra mamma e figlio, impegnati nei preparativi di una maschera per la festa di Carnevale.

 

Concludendo, possiamo affermare che c’è stato un notevole sviluppo per quanto riguarda il campo lavorativo, politico e sociale, anche se ancora oggi le donne trovano delle limitazioni. Quello infatti che ci siamo chiesti è: “Quando potremo dire finalmente di avere una parità tra i sessi?”

 

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