1960, Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

L’Archivio storico Luce è un giacimento di documentazione audiovisiva. Questa affermazione nasce dalla convinzione, non è la prima volta, di ulteriori scoperte a distanza di anni nonostante un inventario fisico in ordine, una catalogazione dei materiali in essere dal 1996, lavorazioni costanti per l’aggiornamento digitale e per la fruizione e valorizzazione. La verità è che il sito di conservazione, che ogni anno vede un programma di bonifica e riordinamento, permette di trovare sempre novità.

A giugno i colleghi della conservazione e del settore tecnico scoprono di avere due versioni della Settimana Incom 01973: La XXI Mostra del Cinema di Venezia del 16 settembre 1960.

Nel novembre del 1959, come ci racconta Riccardo Triolo nella sua testi di dottorato – Dipartimento di storia delle arti visive e di musica dell’Università di Padova – Per una storia della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: revisione e studio della serie cinema conservata presso l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia: “si riunì presso la Direzione Generale dello Spettacolo la Commissione di Studio sulla Mostra, alla presenza del sottosegretario allo Spettacolo Domenico Magrì, del direttore generale dello Spettacolo Nicola De  Pirro e di Mario Gromo, Luigi Chiarini, Bruno Visentini, Annibale Scicluna  Sorge, Floris Ammannati e Luigi Rancati. In quella sede vennero prese alcune decisioni di tipo organizzativo, a perfezionamento di una formula che veniva confermata come valida. Fu deciso l’aumento a cinque commissari per la Commissione di Selezione, venne stabilito il limite di quattordici film anche per la retrospettiva e istituito un premio speciale destinato a un’opera prima presente in concorso, che in seguito sarebbe diventato il Premio “Luigi De Laurentiis” per un’opera prima”.

Il Ministro del Turismo e dello Spettacolo Umberto Tupini nomina all’improvviso direttore dell’edizione del 1960 Emilio Lonero. Di estrazione cattolica, era stato segretario generale del Centro Cattolico Cinematografico.

Fu nominato prima presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia.  La nomina fu molto discussa dal corpo docente del Centro e soprattutto fu molto contrastata da Gian Luigi Rondi che riteneva di avere tutte le credenziali per quell’incarico. Rondi, per protestare contro la decisione presa, diede le dimissioni dalla Commissione di Selezione della Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia, a cui seguirono quelle di Luigi Chiarini, Giuseppe Gadda-Conti, Gino Visentini e Guglielmo Biraghi.

Lonero riuscì a marzo a formare una nuova commissione selezionatrice, di cinque membri: Carlo Bo, Ottavio Croze, Ottavio Jemma, Vinicio Marinucci e Luigi Volpicelli. Scelsero 14 titoli.

Anche la giuria del concorso ebbe vita difficile. Erano previsti undici membri, di cui tre italiani Angioletti, Gromo, Napolitano che si dimisero subito dopo la nomina di Lonero a Direttore della Mostra. Questo determinò che i nomi selezionati furono scelti tra uomini di cultura generale e non di cinema e fu aumentato il numero dei giurati, contro lo statuto già in essere. Antonino Pagliaro – linguista e glottologo-, Mario Praz – scrittore e critico letterario – e Arturo Tofanelli – scrittore e giornalista – sostituirono i giudici dimissionari e furono inseriti esponenti orientali: Jerzy Toeplitz e Sergej Bondarčuk (URSS). La giuria assegnò il Leone d’oro a Passage du Rhyn di André Cayatte, anziché al film di Visconti Rocco e i suoi fratelli.  Fu lo stesso Bondarčuk, che informò la stampa di quanto stava avvenendo dentro la giuria. L’intento era quello di distruggere un prodotto, il film di Visconti, considerato politicamente e culturalmente scomodo.

Archivio Storico Luce – Fondo fotografico Dial Press

Le due versioni della Settimana Incom ci raccontano tutto questo. La versione che verrà proiettata nelle sale: colore, sonoro, metraggio 224, durata poco meno di otto minuti, speaker tradizionale con inserti di doppiaggio di attori presenti, nonché corredata, in Archivio Luce, della locandina pubblicitaria e del testo del parlato. La seconda versione: colore, sonoro, durata di poco più di otto minuti, speaker tradizionale e voci diverse per doppiare le voci dei personaggi dello spettacolo presenti, non trova in Archivio documentazione coeva.

Le due versioni sono in archivio inventariate ed archiviate come cinegiornale e come repertorio Incom. In entrambi le schede sono presenti i testi dei parlati, unitamente alla descrizione delle sequenze e alle keywords.

Le differenze sono date dalla assenza o dalla presenza del produttore, del regista e degli attori del film “Rocco e i suoi fratelli”. Nel cinegiornale numero unico, rispondente al nullaosta, Goffredo Lombardo, Luchino Visconti, Alain Delon, Claudia Cardinale, Annie Girardot e Renato Salvatori sono presenti e si parla di una festa alternativa, sulla motonave Ausonia, organizzata dal produttore, alla serata di premiazione come pure del mancato ritiro del premio speciale della giuria da parte di Visconti. Due frasi vengono utilizzate per sintetizzare la contestazione del mancato leone d’oro: “Qualcuno grida Visconti non si discute! Si premia” ed ancora “Nessuno legge il telegramma di protesta del produttore Lombardo”.

Nella versione archiviata nella scheda Repertorio Incom, lo speaker lancia un generico: “Che vinca il migliore”. La Incom si era preparata ad ogni evenienza…

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